//LE PIETRE DI UNDERVILLE

LE PIETRE DI UNDERVILLE

di | 2026-04-20T22:21:50+02:00 20-4-2026 22:21|Alboscuole|0 Commenti

a cura di Maria Teresa Tofi, alunna di classe 1F – Scuola secondaria di primo grado “G.Alessi” – Santa Maria degli Angeli – (Pg)

A Lightown viveva Louis Templeton, il geologo più bravo della città. Studiava con attenzione i minerali e ogni settimana andava in una grotta diversa dalla precedente alla ricerca di altri. Era molto preparato, ma anche molto curioso. Infatti, quel giorno si trovava in una grotta di una montagna poco distante da casa sua. L’;aveva cercata per anni perché la storia di quella grotta era avvolta da una leggenda. Arrivato nel bosco, parcheggiò la sua Jeep ai piedi della montagna e si incamminò verso l’entrata della grotta. Entrato all’interno accese la torcia del casco che aveva in testa e, così, riuscì a intravedere qualcosa. Vide una scala lunga e ripida scavata in un tunnel. Non sapeva bene cosa stesse cercando, ma sentiva di dover proseguire lungo quel tratto. Notò uno scintillio e pensò che in fondo ci fossero dei minerali tutti nuovi da scoprire, così iniziò a scendere e trovò sì dei minerali, ma magici! Toccandoli brillavano cambiando colore, ma se estratti dalla parete diventavano inutili pezzi di vetro. Affascinato non si fermò e proseguì lungo il percorso. Ad un tratto sentì il rumore di un ruscello che mostrò lo stesso effetto dei minerali: toccandolo emanava una luce brillante, al contrario appariva grigio, spento. Con il buio Louis non vide la fine della grotta e precipitò giù per una cascata grigia, creata dallo strano ruscello, che, a contatto con il corpo del geologo, divenne luminosa, mostrando il lago in cui Louis stava cadendo. Stordito per il volo e il tuffo indesiderati, l’uomo alzò la testa e si ritrovò davanti un maestoso castello in rovina. Incuriosito decise di entrare e quando il suo piede toccò il pavimento, tutto si illuminò come se riprendesse vita. In quell’istante il castello divenne meraviglioso, il lago, la cascata e il ruscello ripresero colore e si fece giorno con un sole accecante. Immediatamente arrivarono due creature simili a marmotte giganti vestite come camerieri di un ristorante di lusso, che dissero in coro: – Bentornato, vostra altezza! – Louis guardandosi intorno e non vedendo altri che se stesso, chiese subito: – Aspettate! 1) chi siete? 2) io altezza?? Ma se sono alto appena 1 metro e 65 centimetri! I due strani roditori si scambiarono uno sguardo divertito e risposero: – Riposta numero 1: siamo i Toblach e siamo i suoi servitori ufficiali, altezza. Risposta numero 2: la chiamiamo così perché lei è il nostro re -. Louise rimase di stucco e confuso ripetè frettolosamente: – No, no, no, no, no! Io sono un geologo e non so neanche dove mi trovo! Vi state sicuramente sbagliando! – – Noi non sbagliamo mai! – precisarono in coro i Toblach – Louis Templeton, re di Underville, il paese incantato, discendente del mago Nereus Templeton, un tempo nostro sovrano … A proposito, sua maestà ha subito un furto! Dove sono i suoi abiti regali e che cos’è quel diamante intermittente che ha in testa!?- Chiamarono immediatamente altri servitori che allo schioccare delle loro dita apparvero portando vestiti puliti, corona, mantello e scettro. Louis fu invitato a cambiarsi (costretto, più che altro!) e poi condotto nella sala del trono dove lo stavano aspettando alcuni consiglieri: – Maestà, deve sapere che poco distante da qui c’è una torre dove vive una strega. Questa torre una volta apparteneva al nostro castello, ma la strega la occupò distruggendo il ponte di collegamento. Quando il vecchio re Horson morì, la malvagia ne approfittò per conquistare anche il castello e da quel momento nessuno esce più dalla propria casa per la paura. Ma ora che è arrivato lei ci aiuterà, vero?– Louis, per tutta risposta, esclamò:- Assolutamente no! Io sono il re, ma dei minerali, roba organica che non parla e non si muove, sai!-. – Ma, allora, sta dicendo che non vuole aiutare il regno?! – esclamarono tutti in coro piagnucolando. – No, vorrei aiutare, solo che …- ribatté il geologo in difficoltà. – Allora- interruppero- vuol dire che ci aiuterà! – – Sì, cioè no, cioè forse … balbettò Louis. – Lo prenderemo con un sì – E senza lasciarlo più parlare, lo equipaggiano del necessario per la missione. Così, il giorno dopo l’insicuro re Templeton si incamminò con scudo e spada verso la torre. Si sentiva un po’ a disagio perché l’unica lama che aveva usato fino a quel momento, era il suo coltellino per estrarre le pietre dalle rocce. Durante il tragitto si fece buio: certo che ad Underville il giorno durava proprio poco! In attesa che ci fosse di nuovo un po’ di luce si appisolò e sognò un mago che ripeteva una strana frase: “x, y, z” … Non capì molto e al risveglio riprese il cammino. Giunto a destinazione entrò nella torre di soppiatto, aspettò che calasse il sole (in realtà poco, perché ad Underville era sempre buio!) e al momento giusto si mostrò alla strega che, stanca della giornata e un po’ in là con gli anni, tirò fuori la sua bacchetta di malavoglia e lanciò vari incantesimi che non colpirono mai il re. Tranne l’ultimo colpo che venne respinto involontariamente dallo scudo: l’ncantesimo tornò indietro e colpì la strega che si trasformò in una dolce nonnina con grembiule e mestolo in man. Era l’anziana governante del vecchio re, che, per errore, aveva recitato una strana formula trovata sul sasso che un mago aveva nascosto in una delle pentole della cucina. La nonnina ricordava solo che, dopo averla pronunciata, si era tramutata in una specie di strega, non voleva fare del male a nessuno, ma ogni volta che provava a far ritorno al castello per spiegare l’accaduto, tutti scappavano per la paura credendola malvagia, così si era isolata nella torre. Louis, allora, pensò che il vero pericolo di Underville era ancora in giro e, forse, c’entrava qualcosa il mago del sogno. Tornato al castello insieme all’anziana signora raccontò tutta la verità e mise in guardia il popolo dal vero pericolo: un sasso o meglio una pietra magica. Louis disse che non poteva fermarsi ad Underville, ma che sarebbe tornato ad aiutarli se fosse stato necessario. Per tornare nel mondo degli umani i servitori gli dissero di bere un sorso d’acqua del lago. Salutato tutti, Louis si trovò in un battibaleno fuori dalla grotta. Tornando verso la sua Jeep non smetteva di pensare alla frase del sogno. Provò a pronunciarla e all’improvviso vide illuminarsi qualcosa nella sua tasca: un sasso che mostrava un sentiero roccioso. Forse l’avventura per il giovane re Templeton, geologo di 1 metro e 65 centimetri di altezza, era appena cominciata!