REMO GAETANI (CLASSE I A LICEO CLASSICO) – Nel corso di quest’anno scolastico che sta volgendo al termine, guidati dalla nostra docente di Italiano, Prof.ssa Marina Gallucci, io e i miei compagni di classe abbiamo affrontato la lettura de “Le affinità elettive”, un romanzo di Johann Wolfgang von Goethe, importante scrittore tedesco. Goethe vive in un periodo storico a cavallo tra l’Illuminismo e il Romanticismo: nasce a Francoforte nel 1749, dove aderisce al movimento “Sturm und Drang” (Tempesta e impeto); nel 1774 pubblica il suo primo romanzo epistolare, “I dolori del giovane Werther”, e tra il 1786 e il 1788 intraprende un primo viaggio in Italia, essenziale per la sua carriera. Altra opera rilevante è «Il Faust», a cui lavora per 60 anni, comprendente un’attenta riflessione sui limiti umani. “Le affinità elettive”, scritto nel 1809 in lingua originale e tradotto per la prima volta in italiano nel 1943 da Massimo Mila, è un romanzo psicologico e di formazione, in cui i protagonisti conoscono un’evoluzione. In esso sono trattate le avventure amorose dei nobili Eduard e Charlotte – che, entrambi vedovi e innamorati in gioventù, si sono finalmente sposati, a dispetto degli ostacoli frapposti alla loro unione dalle rispettive famiglie – con altri due personaggi: il Capitano, vecchio amico di Eduard ormai preso dall’ozio, e Ottilie, la giovane nipote di Charlotte. Un giorno, infatti, Eduard propone alla moglie di ospitare presso il proprio castello il Capitano ed ella, dopo un iniziale tentennamento, dovuto al timore che l’entrata in casa di un terzo possa danneggiare il loro rapporto, si lascia convincere. Durante la permanenza dell’uomo al castello, arriva anche la giovane e pura Ottilie, che precedentemente era in collegio: Eduard e Ottilie si innamorano l’uno dell’altra, così come il Capitano e Charlotte. Quando un’altra ospite, la baronessa, suggerisce a Charlotte di spedire la nipote a vivere in città, per ricomporre l’unione coniugale, la padrona di casa lo propone a Eduard, il quale, per non allontanare la ragazza, lascia egli stesso la tenuta e poi va in guerra; nel frattempo Charlotte partorisce un bambino, da una gravidanza avuta dal marito, ma al ritorno di questi, Ottilie, durante una gita in barca, lascia annegare il piccolo e successivamente muore di inedia per i sensi di colpa, seguita qualche mese dopo da Eduard. I legami tra i quattro protagonisti, quindi, si spezzano e si ricompongono come in una reazione chimica, portando a passioni incontrollate, tragedie e scelte morali estreme; il titolo del romanzo deriva proprio da quella proprietà degli elementi chimici che descrive la tendenza di alcuni di essi a legarsi con determinate sostanze a scapito di altre. Questo libro mi ha particolarmente colpito perché ritengo che tratti con estrema cura temi della sfera umana sempre attuali, quali il matrimonio, la forza del destino e della natura e le convenzioni sociali.
