| L’attesa è ciò che scandisce le nostre giornate; aspettiamo il treno la mattina, l’inizio delle lezioni. Aspettiamo l’inizio delle superiori, un lavoro, la pensione e poi? Viviamo in balia di un futuro che è segnato dall’attesa, che significa letteralmente aspettare tempo. Allora cos’è che però scandisce le nostre giornate: l’attesa, il tempo o lo scorrere di esso? Sono concetti estremamente collegati e, in una vita dove a controllarci è l’orologio, noi sottostiamo alla paura di essere in ritardo. |
| Ci sentiamo costantemente indietro, in un mondo che sembra non aspettarci mai. È sempre stato così, o in passato l’attesa era vissuta diversamente? Oggi ci innervosiamo nell’aspettare minuti per una risposta nella messaggistica ma, non meno di ottant’anni fa, c’erano soldati al fronte che scrivevano lettere in attesa di una vita che sembrava sempre di più appesa ad un filo e famiglie a casa che aspettavano anche mesi. Non c’era fastidio nell’attesa ma solo grande speranza. |
| Viene sempre più messo in evidenza un atteggiamento che dilaga soprattutto tra i giovani cioè: il volere tutto e subito. Saranno le aspettative che ci creiamo paragonandoci ad altri che sembrano non sprecare mai tempo ma, senza accorgercene, ci ritroviamo a correre affannosamente cercando di crearci attorno una realtà, che sembra trascendere dal tempo stesso. |
| Da un giorno all’altro, ci troviamo da bambini ad essere adulti e poi ecco le prime rughe. In quei momenti ti rendi conto che, purtroppo, il tempo è fuori dalla nostra padronanza, è questo che forse ci spaventa, il non avere controllo, ci sfugge però che, a volte, aspettare è necessario. L’attesa è proprio ciò che ci regala le sensazioni migliori: aspettare il nostro diciottesimo compleanno, il matrimonio o il primo figlio. La vita, il mondo, segue la sua corrente giorno per giorno, il tempo scorre ma, l’attesa, non è un male. |
| I secondi di assenza, le cosiddette perdite di tempo, non lo sono mai perché è in quei momenti che i nostri pensieri trovano voce, perché sempre ovattati da routine che non prevedono spazio per essi. Così come diceva anche il filosofo Pascal, con quello da lui definito “divertissement”, inteso come periodi di noia che portano alla produzione di pensieri che, in quel momento, ci regalano elaborati della nostra mente. In alcuni momenti dobbiamo solo aspettare che il mondo segua la sua corrente, perché è inutile nuotarci contro. Dobbiamo dare importanza alle persone della nostra vita, non rincorrere sempre un orologio. |
| Il tempo, è vero, non è infinito, ma è per questo che non dobbiamo accelerare il suo corso bruciando tappe, perché tutto ha la sua durata. Fermiamoci ad osservare il mondo e non solo le lancette dell’orologio. Si ha sempre più fretta di vivere, ma più si corre e più la vita scorre veloce. Capiamo troppo tardi che bisogna vivere nel presente e non in funzione del futuro. Pensiamo sempre al “dopo“ lasciandoci sfuggire dalle mani un presente che aspetta solo di essere vissuto, istante per istante. |
| È un concetto riassunto da Seneca, che diceva: “Il maggior ostacolo del vivere è l’attesa che dipende dal domani ma che spreca l’oggi“. Intanto, anche se la vita sembra scorrere accanto come un treno, mentre aspettiamo sul binario sbagliato, dobbiamo sapere che non c’è futuro che ci darà indietro ciò che viviamo oggi, perché la felicità è in tutta quella semplicità quotidiana che ci limitiamo ad osservare e, forse, anche se siamo sul binario sbagliato, è il caso di fermarci pensando che, magari l’attesa non sarà poi così male. |
di Rebecca D’Acunto – 4B –
