//La mia esperienza come ministrante.

La mia esperienza come ministrante.

di | 2026-01-12T20:39:03+01:00 12-1-2026 20:39|Alboscuole|0 Commenti
Il 18 novembre 2024, il responsabile dei chierichetti mi ha chiesto se anch’io volessi fare il chierichetto. Io gli ho risposto di sì, insieme a un altro amico di catechismo. Il primo giorno, per le prove, eravamo in sette e non abbiamo fatto altro che presentarci; poi, col passare dei giorni, abbiamo iniziato a provare il campanello, quando e come si suona; poi chi porta il calice, chi porta le ampolline, chi porta l’acqua insieme al fazzoletto e chi porta la pisside. Alla fine, la sera del 31 gennaio 2025, tutti e sette siamo andati nella chiesa di San Pietro, perché il sacerdote, Don Peppe, doveva ammetterci come chierichetti. Un ministrante più grande ci ha chiamati uno alla volta per vestirci, cioè per metterci la tunica bianca. La domenica successiva sono andato a Messa alle 09:45.  Come prima volta non ho portato niente, giustamente, perché non potevo portare subito subito la candela o la Croce; ma, durante la processione della Sacrestia,  sono stato dietro l’ altare con le mani giunte, insieme a un altro mio amico. Nelle domeniche successive, invece, ho iniziato a portare una volta la candela e un’altra volta ho portato la Croce; c’è stata qualche volta che ho pure servito, cioè che ho portato al parroco il calice con sopra l’ostia grande, che mangia soltanto lui; le ampolline dell’acqua e del vino, la brocca con l’acqua e il tovagliolo, e infine lo spruzzino per il prete, quando deve dare l’ostia alle persone. Fino a poco tempo fa Don Peppe era arrabbiato con tutti i ministranti. Diceva che la domenica mattina vengono tutti, mentre la sera ne viene soltanto uno. Quindi il responsabile ha deciso di fare un sondaggio per scegliere chi sarebbe stato a Messa di mattina e chi di sera. Io  mi ero già detto che non ci sarei più andato; invece, dopo il sondaggio, ho continuato.

Christian Netti