Ieri in conferenza, uno dei nostri redattori, Dario Russo Spena, ha avuto l’onore di intervistare uno dei più grandi poeti della storia.
Dario Russo Spena.: Buongiorno Maestro, mi presento, sono Dario e scrivo per lo Scripta manent, giornale scolastico dell’IC. Ammendola De Amicis di San Giuseppe Vesuviano e sono intenzionato a farle molte domande quest’oggi.
Dante Alighieri: Con molto piacere, sarò disponibile su tutte le domande.
D.R.S- Parto parlando della sua squadra del cuore, la Fiorentina, che in questo decennio ha visto partire tanti dei suoi talenti con destinazione Torino, lei cosa ne pensa?
D.A.: Beh! Che dire! Io essendo fiorentino, non l’avrei mai fatto , ma anche se non fossi stato fiorentino non l’avrei fatto per paura di essere collocato nel girone dei traditori.
D.R.S.: Parlando sempre della Fiorentina, in questi anni ha raggiunto due finali. una coppa Italia e una in una finale europea, purtroppo perse tutte e due. Secondo lei, cosa è mancato per spuntare le partite?D.A.: Ho assistito in modo anonimo a queste due partite e, secondo me, pur non capendo molto di calcio, è mancata una certa voglia di vincere e vedendo l’avversario sulla carta più forte, i giocatori si siano scoraggiati. E’ la solita malattia dei fiorentini divisi tra loro, i soliti guelfi e ghibellini… non sono in grado di presentarsi uniti contro il nemico!
D.R.S.: Adesso tratteremo di un altro argomento: il cibo. Sono qui per chiederle le differenze tra la pizza fiorentina e quella napoletana.
D.A.: Ovviamente io e molti altri italiani pensiamo che la pizza napoletana sia la più buona, ma ci sono alcune differenze. Per esempio la pizza toscana è più croccante rispetto a quella napoletana ma quella napoletana è più morbida e più gustosa.
D.R.S.: Certo ci sono stati dei fiorentini, come lei ha ricordato nell’inferno, che hanno mangiato la melma o qualche toscano che per fame, forse, ha mangiato i propri figli
D.A.: Ah ma quegli episodi non sono altro che punizioni e certamente i toscani hanno un’ottima cucina. Invece la carne che ho mangiato a Firenze è stata veramente buona.Ricordo il sapore e il profumo delle carni fiorentine, ma purtroppo per lunghi anni ho dovuto mangiare il Pane in casa degli altri lontano dalla mia città.
D.R.S. : Ma lei è diventato il sommo poeta e tutti nel mondo la conoscono, ha mai pensato durante la sua vita di raggiungere una tale fama?
D.A.: Molte volte, anche nei momenti difficili, ho pensato che il mio nome sarebbe stato famoso perché rileggendo la mia Commedia ho capito di aver composto qualcosa di molto grande. E poi la mia Commedia è nata dall’amore per Beatrice. Volevo ricordare Beatrice, la mia amata come nessun altro poeta aveva fatto. E ho capito, ora che vivo nel mondo della pace, che tutto ciò che nasce dall’amore vivrà in eterno.
D.R.S.: Grazie di vero cuore Maestro, per avermi concesso il privilegio di porle alcune domande. La saluto con la certezza di rincontrarla lungo il mio cammino…in qualche pagina di letteratura. A presto.
