di Sofia Giorleo, classe 3^A – Lo scorso 27 gennaio, abbiamo avuto il piacere di incontrare Sitra, all’anagrafe Alessandra del Grosso, giovane compositrice, cantautrice e produttrice originaria di Salerno. Laureata presso il conservatorio, ha pubblicato l’EP d’esordio dal titolo “Eclettica” nel 2025. Il suo debutto discografico è avvenuto con il singolo “Noi”, brano con un sound mediterraneo, ma impreziosito da un arrangiamento per archi e da un campione di sitar in luogo di una chitarra acustica. Una canzone intima e avvolgente, che tratta un argomento delicato: “Il brano racconta di una relazione tossica da cui ho preso le distante ma che mi ha insegnato le priorità per stare bene con me stessa e a centrarmi sulla mia esistenza”.
Sitra si definisce una “nerd poetica”: il suo sound può essere descritto come un mix eclettico che unisce la tradizione del cantautorato italiano a sonorità clubbing underground internazionale, con radici nella “computer music”.
Da sempre affascinata dall’arte, nel 2023 pubblica 12 sue poesie con l’Edizione Dantebus e partecipa come finalista al concorso per “produttori di musica elettronica” Open Sound. Nel 2024 partecipa al Meeting del Mare come Drum Machine performer per un artista emergente; nello stesso anno pubblica due brani Waterfall/Waterflow e In Silence, in cui esplora il tema del silenzio interiore, dallo stile pianistico sperimentale.
Durante l’intervista, ha parlato del brano “Congiunzione astrale”: una traccia ispirata da sonorità hip hop a cui si aggiunge una chitarra rock per dare energia e sottolineare il dolore del racconto: il testo racconta la conclusione di un amore che permarrà al di la del tempo e dello spazio. “Troveremo un posto nel mio universo per vivere la vita insieme”.
Poi, abbiamo visto, insieme a lei, il video del brano ‘’Luce’’ (girato alla Stazione Marittima di Salerno). Ci ha raccontato che è stato pensato e realizzato in un momento di crisi e vuole esprimere il desiderio di andare avanti e accettare se stessi.
Alla domanda “La musica può essere considerata una forma di resistenza culturale?”
Ha risposto che la musica non è solo intrattenimento, ma un atto politico che trasforma le emozioni in azione collettiva e attraverso note e parole, essa diventa un “mezzo di memoria, lotta e dialogo”. È stato un incontro che ci ha dato tanti spunti di riflessione e ci ha fatto scoprire una persona sensibile e molto attenta al mondo dei teenagers. Ci ha salutato, promettendo di tornare molto presto e noi non vediamo l’ora!
