In occasione della “Giornata della Memoria”, celebrata ogni 27 gennaio, la classe 4^ C della scuola primaria “G. Paolo II” ha ascoltato la lettura di un albo evocativo quanto suggestivo: “Il gelataio Tirelli”: un racconto basato su fatti realmente accaduti che riguardano Francesco Tirelli, un uomo italiano che, emigrato a Budapest, decide di aprire una gelateria.
Siamo negli anni ’40 e, a causa della guerra, Francesco è costretto a chiudere la sua gelateria ma, ad un certo punto, riflette e… decide di salvare alcune famiglie ebree dalle deportazioni dei nazisti. Come? Facendo rifugiare quelle persone nel retrobottega della sua gelateria!
È, in primis, una storia di coraggio, amicizia e aiuto reciproco.
La voce dell’insegnante conduce i bambini in questo viaggio, lasciando spazio alle immagini. Il gelataio Tirelli racconta una storia che parla di perdita, di esclusione, di ingiustizia, ma anche di umanità, di amicizia, di empatia.
Da sempre noi docenti crediamo nell’alta valenza educativa degli albi illustrati perché attraverso le illustrazioni gli alunni imparano a cogliere sguardi, colori, presenze, dai quali sbocciano riflessioni profonde ed estemporanee.
Dopo la lettura, il confronto collettivo consente di esternare emozioni, domande, sentimenti e di comprendere i momenti chiave della storia.
Agli alunni viene proposta, come attività didattica, l’individuazione di vignette e la scrittura delle relative didascalie nonché la realizzazione di un cartellone che simulerà la gelateria della nostra classe e sul quale verranno disposti gelati che ogni bambino realizzerà attraverso dischetti colorati con le tempere.
Le docenti Mosca Sabina, Matera Carla e Ciciriello Grazia, dopo una fervente attività di brainstorming, hanno guidato i piccoli a riconoscere e nominare parole e sentimenti emersi dal racconto che, in seguito, ognuno di loro ha riportato sul proprio gelato.
Così, ogni gelato assurge a simbolo di un importante sentimento che ci spinge ad aiutarci: valore, aiuto, giustizia, bontà, gentilezza, rispetto.
Ogni gelato non è fatto di gusti veri, ma di emozioni e di piccole, significative azioni preziose.
