//Il coraggio di brillare: scrittura creativa

Il coraggio di brillare: scrittura creativa

di | 2026-01-18T09:38:31+01:00 18-1-2026 9:37|Alboscuole|0 Commenti

Fiaba natalizia

Nel regno di Fantacolori, nel piccolo paese chiamato Cristalli luminosi, le finestre  delle case erano già illuminate per il Natale, ma nel cuore di Sognatrice, non c’era che grigio. Sognatrice era una ragazzina gentile e riservata, che viveva in una piccola casa nel bosco con i genitori. Sognatrice aveva  la passione per il disegno. A scuola, un gruppo di compagni la prendeva di mira per i suoi  vestiti che non erano alla moda e per il suo essere sognatrice. La ragazzina veniva lasciata spesso sola dalle compagne e con un nodo di tristezza nello stomaco. Sognatrice si rifugiava nei suoi disegni e, in prossimità del periodo natalizio, dipingeva tele con elfi e bambini che vivevano tutti in armonia. 

Il giorno in cui ricevette un biglietto anonimo che diceva: “Sei uno sbaglio. Non meriti la magia del Natale,” S. scappò. Si rifugiò nel bosco innevato di Faggi -argentati, piangendo fino a che il gelo non le bruciò le guance.

“Vorrei solo sparire,” sussurrò al vento, gettando via il biglietto.

Il Rifugio della Quercia Danzante

Sognatrice non sapeva che il bosco di FaggiArgentati nascondeva un segreto: la dimora degli Elfi Artigiani del Natale, esseri di piccola statura, vestiti di velluto color rubino e smeraldo, che passavano l’anno a intagliare giocattoli e a preparare i giocattoli per il negozio  Magia della Fiducia di Babbo Natale.

Il loro capo, l’anziano e saggio Elfo Mastro Cedro, vide le lacrime di S. attraverso le lenti dei suoi occhiali a mezzaluna.

“Oh, no,” mormorò Cedro ai suoi apprendisti, Gemmy e Timmy. “Quella non è pioggia di neve, è pioggia di  solitudine e tristezza. La tristezza è un veleno per la Magia del Natale. Dobbiamo intervenire.”

Mastro Cedro inviò Timmy e Gemmy, due elfi giovani e rapidi come scoiattoli, a recuperare la ragazza. I due la trovarono addormentata, intirizzita, rannicchiata sotto la radice di una grande quercia.

Gemmy, l’elfa più empatica, le toccò piano la mano. “Svegliati, piccola sognatrice. Questo è il nostro rifugio, non è un posto per congelare i cuori.”

Sofia aprì gli occhi e vide le loro minuscole figure luccicanti. Non erano spaventosi, ma emanavano un profumo di cioccolato e legno appena tagliato.

La Fabbrica del Merito

Gli elfi portarono S. all’interno della loro bottega segreta, una caverna calda e luminosa all’interno della Quercia Danzante. Non c’erano giocattoli; c’erano specchietti magici, gomitoli di risate, e piccole ampolle piene di Coraggio Liquido.

“Benvenuta,” disse Mastro Cedro, offrendole una tazza di sidro speziato che sapeva di conforto. “Hai pianto tanto da spegnere la tua Lanterna Interiore.”

S. guardò gli elfi, confusa. “Io… non ho una lanterna.”

“Tutti ce l’hanno,” spiegò Tino, un elfo con un grembiule macchiato di vernice dorata. “È la luce che dice al mondo: Io sono speciale, io valgo. Ma quando le parole cattive si accumulano, la fiducia si ritira e la lanterna si spegne.”

Mastro Cedro prese un piccolo oggetto d’argento splendente, un cristallo a forma di lanterna. “Abbiamo saputo del bullismo. Le persone che feriscono gli altri proiettano le loro ombre su di te. Ma la verità è che tu non sei quell’ombra. Sei la luce. La luce della tua bontà e dei tuoi disegni.”

L’elfa Gemmy le mostrò un fascio dei suoi disegni che aveva trovato in una busta bagnata: schizzi di unicorni e città volanti. “Guarda qui, Sofia. Tu crei bellezza. TU SEI BELLEZZA. La tua mano ha la Magia del Fantastico. Questo è il tuo merito, il tuo talento, la tua luce.”

 Il Dono della Lanterna

Per il giorno dopo, gli elfi misero Sofia al lavoro. Non le chiesero di intagliare, ma di disegnare le etichette per i loro prodotti magici.

Mastro Cedro le diede una collana con una piccola  Lanterna . “Non è una lanterna vera. È un talismano. Deve essere caricata con la tua autostima.”

Sofia, sentendosi per la prima volta apprezzata per il suo talento, disegnò per ore. Ogni linea, ogni colore, era un atto di fiducia. Man mano che lavorava, la Lanterna, che pendeva al suo collo, iniziava a brillare fiocamente.

Quando ebbe finito, il suo disegno più bello era un autoritratto: lei stessa, ma con occhi luminosi e un sorriso sicuro.

“È perfetta!” esclamò Tino. “Sei riuscita a vedere la tua luce!”

Mastro Cedro si avvicinò e le mise le mani sulle spalle. “Il Natale è il momento in cui celebriamo l’amore, la speranza e il valore di ogni singola persona. La vera magia, non è il giocattolo, ma il cuore che lo dona e lo riceve. E tu hai un cuore magnifico.”

La Luce Ritrovata

Gli elfi accompagnarono S. fuori dal bosco. Era la Vigilia di Natale. Prima di lasciarla, Mastro Cedro le sussurrò: “La Lanterna ti ricorderà sempre: sei forte. E la luce dentro di te è troppo preziosa per essere spenta dalle ombre degli altri.”

Sofia tornò a casa con il talismano d’argento che brillava sotto la luna.

La vigilia di Natale, a scuola, il gruppo che la prendeva in giro si avvicinò. Uno di loro si fece avanti per dire una brutta parola, ma Sofia alzò lo sguardo. I suoi occhi, grazie alla fiducia ritrovata, non erano più pieni di lacrime, ma di una calma scintillante.

Non disse nulla di aggressivo. Disse semplicemente, con una voce ferma: “No. Questo non è accettabile. Io valgo.”

La Lanterna d’Argento al suo collo e la sua ritrovata autostima cominciarono a brillare forte che gli altri si sentirono improvvisamente piccoli e si allontanarono, confusi. 

S. capì,  gli Elfi Artigiani le avevano fatto il regalo più grande di tutti. Non era un giocattolo, ma il coraggio di brillare di una luce che nessuno poteva più rubarle. Da quel giorno, S. continuò a brillare, disegnare e a sognare, sapendo che il suo valore era inciso e custodito, come il più bel cristallo, nel suo cuore. Crescendo, Sofia decise di tornare ogni anno nel regno degli elfi per aiutarli a costruire i regali di Natale per tutti i bimbi e le bimbe del mondo. CLASSE I C