L’oggetto che accomuna tutti gli studenti del mondo intero sono i colori: che sia per colorare la lettera studiata alle elementari fino ad arrivare al sottolineare la Prima guerra mondiale alla fine del percorso scolastico. In Italia, e non solo, si parla in modo particolare del marchio più famoso di tutti: Giotto. Un nome che non è stato scelto a caso, ma rappresenta l’arte vera e propria. Si ispira ad uno dei più grandi pittori della storia dell’arte italiana, ovvero Giotto di Bondone. Il logo, soprattutto, ci riporta all’autore, in quanto viene rappresentato nel momento in cui viene sorpreso da Cimabue, un altro celebre artista italiano, mentre disegnava una pecora su una pietra. Questa Immagine divenne il logo del marchio in richiamo al talento e alla creatività che questi colori promettono di dare all’allievo che li prende in mano. La storia della creazione del marchio inizia nel 1920 a Firenze, dove prende vita la FILA, ovvero la Fabbrica Italiana Lapis ed Affini. L’industria, inizialmente, si occupa solamente del marchio Giotto, e grazie alla sua notorietà riesce ad ampliarsi e ad acquistare altri marchi importanti diventando così una delle maggiori industrie europee. Ci troviamo in un periodo storico di svolta ed evoluzione e anche il mondo della scuola aveva bisogno di una spinta in più; l’obiettivo era chiaro ed unico: creare dei colori di alta qualità ma soprattutto accessibili a tutti. Poco tempo dopo nacque l’idea del nome di Giotto. Partita inizialmente solamente la produzione di colori a matita, il marchio ottenne grande fama e cominciò la produzione della gamma completa di pennarelli, tempere, acquerelli, pastelli a cera e tutto ciò che concerne il materiale scolastico. Non aumentò solo la varietà di prodotti ma anche la qualità e soprattutto la loro “robustezza”, per affrontare tutto l’anno scolastico insieme all’alunno. Al giorno d’oggi, in un’epoca di completa rivoluzione tecnologica, Giotto resta un piccolo pezzo di memoria collettiva che ci ricorda ogni giorno il valore del cartaceo e dei pensieri che diventano reali attraverso il colore e il foglio bianco.
