dalla Redazione del TGTassoNews – Si è chiusa ieri la 55esima edizione del Giffoni Film Festival, una manifestazione che ha coinvolto oltre 5mila giovani giurati da 30 Paesi e che ha confermato il suo ruolo di laboratorio culturale internazionale e occasione di crescita per bambini e giovani adulti. Più di 2500 titoli sono stati vagliati in preselezione dal team di Giffoni, per offrire una selezione che abbraccia stili, culture, sensibilità.
Le opere premiate hanno toccato corde profonde, affrontando con sguardo autentico e innovativo temi come il passaggio all’età adulta, il rapporto con la natura, le relazioni familiari, la scoperta di sé e il superamento dei pregiudizi.
I numeri raccontano l’impatto straordinario di questa edizione del Giffoni Film Festival. Ben 320 ospiti internazionali hanno preso parte all’evento. La partecipazione sui social è stata travolgente: 7 milioni di visualizzazioni su Facebook, 16 milioni su Instagram e un pubblico potenziale di oltre 900 milioni di persone raggiunte globalmente. Tutti numeri che confermano come Giffoni non sia solo un evento, ma un vero e proprio fenomeno culturale e sociale capace di parlare alle nuove generazioni.
“Abbiamo contato, ma i numeri contano poco. È stata un’esplosione di emozione”, ha detto Claudio Gubitosi, fondatore del festival, che quest’anno ha ufficialmente passato il testimone al figlio Jacopo Gubitosi (direttore generale) e a Luca Apolito (direttore artistico). “Mi reputo un uomo felice e sono sereno nel lasciare la direzione. Il mio team ha tutte le competenze per portare avanti questa straordinaria storia italiana. Abbiamo contato almeno 30mila presenze al giorno, ma la vera forza è stata l’emozione condivisa”.
Negli anni Sessanta, Giffoni Valle Piana era come tanti altri paesi del Sud Italia: segnato dall’emigrazione, dalla marginalità economica e da un’idea di futuro spesso altrove. Tutto cambia nel 1971 quando Claudio Gubitosi, allora diciottenne, immagina un festival del cinema dedicato ai ragazzi.
L’idea è semplice e rivoluzionaria: non più il cinema calato dall’alto, ma scelto, discusso e votato dai giovani stessi. Nasce così un modello culturale che trasforma un piccolo centro in un laboratorio internazionale di creatività e partecipazione.
