//Dialogo per il Rispetto incontro con la dottoressa Rosy Paparella

Dialogo per il Rispetto incontro con la dottoressa Rosy Paparella

di | 2026-02-02T17:14:42+01:00 2-2-2026 17:14|Alboscuole|0 Commenti
Oggi, 2 Febbraio 2026, alle 11,00 nella palestra del plesso Calò, ho vissuto un incontro che non è stato solo un appuntamento scolastico, ma un’esperienza vera, profonda, che mi ha lasciato qualcosa dentro. La dottoressa Rosy Paparella ci ha fatto capire una cosa fondamentale: il bullismo non è uno scherzo. Non è una battuta detta per ridere, non è un gioco innocente. È un gioco di potere. Un potere che umilia, che schiaccia, che fa sentire qualcuno sbagliato, anzi una nullità. Spesso tutto nasce da cose piccole: una parola detta senza pensare, una risata. Ma quel poco, giorno dopo giorno, può diventare qualcosa di enorme e profondamente doloroso. Quando una persona inizia a essere umiliata, cambia. Piano piano si chiude. Si isola da tutto e da tutti. Smette di parlare, di raccontarsi, di chiedere aiuto. Si allontana dagli amici, abbassa lo sguardo, fa finta che vada tutto bene anche quando dentro sta crollando. L’isolamento diventa una difesa, ma anche una prigione silenziosa che fa sentire ancora più soli. Ho pensato a quanti ragazzi camminano ogni giorno con la testa bassa. Non per timidezza, ma per stanchezza. Perché essere umiliati ti toglie la forza, ti fa sentire un errore, ti fa credere di non valere abbastanza. E la cosa più pericolosa è che, a forza di sentirtelo dire, inizi quasi a crederci. Durante questo incontro ho capito che essere forti non significa fare i duri, ma avere il coraggio di dire “basta”. Ho riflettuto anche sul valore della scuola. Per molti ragazzi la scuola non è solo un luogo di studio. A volte è casa. E a volte è casa quando quella vera non lo è. È uno spazio che ci aiuta a distrarci, a respirare, a non pensare per qualche ora ai problemi che abbiamo fuori da lì. Proprio per questo dovrebbe essere un luogo sicuro, dove nessuno dovrebbe avere paura di essere se stesso. Questo incontro mi ha dato una responsabilità. Quella di guardare, di ascoltare, di intervenire. Perché basta una persona che sceglie di non girarsi dall’altra parte per fare la differenza. il bullismo fa rumore, ma il silenzio fa ancora più male. Io scelgo di alzare la testa. Io scelgo di non restare zitta.

Ionela Racheriu

Classe 3^ C