Ravenna, città Unesco, è una tappa da non perdere. Dante, in esilio, visse a Ravenna dal 1318 al 1321. Il nostro percorso parte dal cosiddetto Quadrilatero del Silenzio. Qui un piccolo monumento custodisce le ossa di Dante. Sapevate che i frati francescani rubarono e nascosero le ossa del poeta per secoli per evitare che i fiorentini se li riprendessero? Chiedete alla guida locale: la storia è degna di un thriller! Ogni giorno, davanti alla Tomba, viene letto un Canto della Divina Commedia
La seconda tappa è la Basilica di San Francesco.
A pochi passi dalla tomba si trova questa basilica straordinaria. Scendete verso l’altare e cercate la cripta sommersa. Si dice che Dante amasse meditare proprio qui.
Se volete approfondire il legame tra l’uomo e la città, il Museo Dante è la terza tappa. Non aspettatevi solo manoscritti: ci sono installazioni multimediali che rendono il viaggio nella Commedia incredibilmente attuale.
Per le strade di Ravenna potete ammirare i murales dello street artist Kobra dedicati a Dante Alighieri.
A Rimini, invece, potete ammirare il broletto,
il Palazzo dell’Arengo, che ci riporta direttamente al Medioevo. Camminando sotto il porticato, è facile immaginare che lì passeggiasse il giovane Paolo Malatesta, “il Bello”. Purtroppo sappiamo della sua tragica fine a causa della storia d’amore con la cognata Francesca. I due cognati si trovano in un girone infernale dantesco, Canto V.
Buon Dantedì 2026 a tutti voi e appuntamento al prossimo post.
La prima C
