//Un viaggio nell’Inferno

Un viaggio nell’Inferno

di | 2025-06-30T19:32:30+02:00 30-6-2025 19:21|Alboscuole|0 Commenti
  di Sara Pagano-Nel corso dei miei studi ho avuto modo di leggere varie opere letterarie, ma quella che mi ha interessato di più fino a coinvolgermi ed emozionarmi è stata la Divina Commedia. In questo poema didattico-allegorico oltre che artistico-lirico l’autore Dante, simbolo dell’umanità, travagliata dal male, sente fortemente il desiderio di rinnovamento e redenzione per cui compie un viaggio di espiazione dei peccati nell’aldilà fino alla salvezza eterna. L’altra sera ero intenta a leggere il primo canto, quando presa dalla stanchezza, mi addormentai e mi ritrovai in una selva buia e spaventosa, circondata da fiere che mi ostacolavano il cammino. Riuscii ad evitarle e dal gran timore iniziai a correre velocemente, ma l’oscurità dell’ambiente tenebroso mi fece inciampare. Fortunatamente venne in mio soccorso una figura, che con voce gentile ed affettuosa mi rassicurò dicendomi che sarebbe sempre stata pronta ad aiutarmi in questo viaggio. Dal bell’ aspetto e dalle dolci maniere riconobbi mia nonna. Ella iniziò a parlare spiegandomi che dovevo intraprendere questo viaggio per dimostrare agli uomini che la cattiveria e l’egoismo sono peccati mortali. Le pene sono atroci, perciò, dovrei esortare gli uomini al cambiamento per un mondo più vivibile e solidale. Non mi sentivo molto pronta ad intraprendere questo percorso, però, visto il suo nobile fine, decisi di mettere da parte la paura e così presi la mano della mia nonnina e ci incamminammo nella voragine infernale. Durante il percorso ci imbattemmo in una donna dalle sembianze di un’Arpia, che con voce stridula volteggiava verso le anime, bastonandole con arroganza per la loro negligenza. Dalle barbare maniere avevo intuito che lei fosse un’ opinionista televisiva. Questa costringeva le anime a eseguire un balletto fino alla barca e assegnava loro un voto che indicava il cerchio in cui dovevano essere punite. Purtroppo, la fila dei peccatori continuava ad avanzare e arrivò il momento di salire sulla barca. Con grande terrore mi nascosi dietro alla mia guida, ma fu inutile e l’Arpia minacciò di  mandarci direttamente nelle grinfie del Mostro Infernale. Tuttavia la mia guida riuscì a giustificare la nostra presenza e riprendemmo il cammino. Fummo attratte da un forte grido proveniente da un’anima che ci condusse in un luogo silenzioso e cupo. Qui, su una roccia, era seduta una donna che urlava in maniera straziante. Si trattava di una famosissima showgirl ; le chiesi il motivo del suo lamento e lei mi rispose che era costretta a sentire il pianto dei bambini che aveva perduto con l’aborto. Ella faceva parte del cerchio infernale in cui c’erano le donne che si erano procurate l’aborto e che venivano considerate delle omicide dalla società. Nonostante l’episodio sconvolgente, continuammo il nostro viaggio. Arrivammo nel secondo cerchio, dove mia nonna mi spiegò che qui si trovavano i gossipari, cioè quelli che infangano in maniera negativa i personaggi famosi. Questi sono costretti a raccontare per sempre i gossip di loro conoscenza, anche i loro segreti più privati e imbarazzanti al grande capo dei paparazzi , che li diffondeva sul suo canale YouTube, seguito da milioni di anime. L’oscurità dell’ambiente infernale fu interrotta dalla luce proveniente da telefoni enormi. Curiosa, continuai a camminare e vidi una schiera di anime sedute su rocce appuntite e costrette a vedere i loro video, quelli altrui e le live per l’eternità. Se avessero osato alzarsi sarebbero stati costretti a vedere il video in slow motion e ad avere dei dislike e dei commenti negativi. Con il cuore colmo d’ansia e lo sguardo perso nel buio, proseguimmo il cammino verso il settimo cerchio dell’Inferno, dove sono puniti coloro che hanno scelto la via della violenza e del terrore. L’aria era densa, greve, e l’eco delle urla si mescolava al ribollire di un fiume oscuro, fetido e velenoso. Qui riconoscemmo i colpevoli di atti terroristici: coloro che avevano insanguinato il mondo con bombe e attentati come Hamas, i cui gesti avevano strappato la vita a uomini, donne e bambini ignari. All’improvviso, dalle ombre emerse una figura sinistra, lo sguardo freddo come pietra lavica: si presentò come Matteo Messina Denaro, autore di ogni forma di violenza nell’esclusivo interesse della sua organizzazione criminale. Il veleno gli lambiva i piedi ed egli non mostrava pentimento, come se il male lo avesse ormai pietrificato. Accanto a lui, urlanti e sommersi fino al petto nel fiume, vi erano coloro che hanno tolto la vita a  donne innocenti e perfino incinte. Più avanti, tra le urla e il fetore, si dibattevano i prigionieri delle proprie ambizioni oscure. Tra essi, colui che gioca con l’ombra della bomba atomica, minacciando il mondo intero per sete di dominio: Inik e accanto a lui giaceva Netanyahu condannato per il peso delle vittime e delle sofferenze della grave crisi umanitaria nella Striscia di Gaza.Io ero molto delusa e incredula perché non immaginavo che un uomo potesse compiere tanta violenza. La vita non ha più alcun valore, per denaro e per imporre il proprio potere non si esita a far del male e a ricattare le persone come i trafficanti di migranti che sono puniti nella profondità della voragine infernale. Sballottati da una parte all’altra, tra il ghiaccio e il  fuoco, sotto il controllo di un mostro dall’aspetto umano. Un forte rumore mi svegliò e mi resi conto che era stato solo un sogno, però riflettendo sulla realtà mi accorsi che è poco rassicurante e presenta pericoli di ogni genere. Io desidero rendere questa società più vivibile per tutti con il contributo di ogni cittadino.