“La ricerca dell’origine è connessa […] all’infanzia in
senso antropologico e ancestrale, e scaturisce
dall’intreccio fra origine di sé e cittadinanza nel
passato remoto dell’umano: l’origine si associa alle
origini, e ci costringe a chiederci da dove veniamo”
(Infanzia e Fiaba, Milena Bernardi)
Il 16 Marzo 2026 gli alunni delle classi IV e V della Scuola Primaria dei plessi di Mongrassano Scalo e Cataldo (CS) hanno incontrato l’autore del volumetto C’era una volta…Cicciarella, il Professore Emerito Giuseppe Trebisacce, già ordinario di Storia della Pedagogia presso l’Università della Calabria e autore di diversi libri in cui sintetizza i principali avvenimenti inerenti il mondo della scuola italiana negli anni ’90.
All’interno del romanzo, invece, l’autore racconta la storia di Cicciarella, una bambina che conosce fin da piccola il valore del sacrificio e che vive gli anni della Seconda Guerra Mondiale e della dittatura Fascista lontana dal padre, partito per il conflitto bellico e con cui rimane in contatto tramite scambi epistolari.
Cicciarella è l’unica a saper leggere all’interno della casa e, proprio per questo, le viene dato il compito di decifrare le «[…] frasi colme di affetto e i racconti di un mondo sconosciuto», il mondo della guerra; una realtà difficile da comprendere con gli occhi di una bambina del Sud Italia, ma quelle parole, scritte su piccoli fogli di quaderno, le insegnano l’arte della resilienza e la capacità umana di adattarsi.
Attraverso il confronto con gli alunni, l’autore ha raccontato curiosità e aneddoti sulla protagonista, che non è frutto della sua immaginazione, ma è in realtà sua madre, una donna capace di incarnare le vicende di un intero popolo in un particolare momento storico e di tramandarle ai propri figli.
Le parole dell’autore sono penetrate nelle menti dei piccoli alunni come un incoraggiamento ad affrontare la vita con audacia, impegnarsi per costruire un futuro migliore partendo dalle proprie radici e diffondere un messaggio di unione e uguaglianza che oggi suona più che mai attuale.
Attraverso il suo romanzo il prof. Giuseppe Trebisacce ci ha dimostrato, ancora una volta, come la parola può diventare un’azione concreta, il tentativo di “raddrizzare” le cose del mondo direbbe Gianni Rodari, uno strumento per descrivere la realtà interrogandosi continuamente su ciò che accade, sulle cause di un determinato evento e su come possiamo adoperarci per riscrivere la storia, ma questa volta con gli occhi e la mano di un bambino.
[Articolo a cura dei docenti delle classi IV eV della Scuola Primaria di Mongrassano Scalo e Cataldo, I. C. Fagnano Castello-Mongrassano]
