di Diego Ambrosio- Dario Russo Spena-La Cappella Sansevero, situata nel cuore di Napoli, è uno dei più affascinanti monumenti del
barocco napoletano ed è indissolubilmente legata alla storia della famiglia di Sangro, una delle
casate nobiliari più antiche e influenti del Regno di Napoli. Le origini della cappella risalgono alla
fine del XVI secolo, quando fu costruita come luogo di culto privato annesso al palazzo di famiglia,
inizialmente dedicata a Santa Maria della Pietà. Nel corso del tempo divenne il mausoleo dinastico
dei di Sangro, assumendo un forte valore simbolico di celebrazione del lignaggio, del potere e della
memoria familiare. La figura centrale nella trasformazione artistica e intellettuale della cappella fu
Raimondo di Sangro, settimo principe di Sansevero, uomo colto, scienziato, inventore e intellettuale
dai molteplici interessi, spesso avvolto da un’aura di mistero. Fu lui a concepire la cappella come un
complesso progetto, affidando a importanti artisti dell’epoca la
realizzazione delle sculture e degli apparati decorativi. L’interno è caratterizzato da un ricco
pavimento marmoreo, da affreschi e da statue che rappresentano le Virtù, molte delle quali dedicate
alle donne della famiglia di Sangro, celebrandone le qualità morali e il ruolo dinastico. Ogni
elemento della cappella concorre a creare un percorso simbolico che unisce arte, spiritualità,
razionalità e aspirazioni esoteriche, riflettendo la visione del mondo del principe Raimondo e il
desiderio della famiglia di lasciare un segno duraturo nella storia di Napoli.
