//“Adotta” uno studente: patto tra generazioni

“Adotta” uno studente: patto tra generazioni

di | 2026-06-01T09:42:13+02:00 31-5-2026 1:00|Punto e Virgola|0 Commenti

“Co-housing e caring tra generazioni”: denominazione un po’ pomposa e sinceramente poco chiara (ma non potevano sceglierne una più semplice e di facile impatto?). Si tratta di un progetto dell’Università di Pavia, finanziato dalla Regione Lombardia e sostenuto dall’amministrazione comunale, che ha un duplice fondamentale obiettivo: far sentire meno soli i tanti anziani che vivono in città e, nel contempo, garantire ai giovani che arrivano per studiare nell’ateneo pavese la possibilità di usufruire di un alloggio senza dover pagare affitti esorbitanti. Per l’iniziativa sono stati stanziati 400mila euro per due anni. In estrema sintesi, all’over 65 che ospiterà uno studente a casa sua, verrà riconosciuto un contributo di 300 euro al mese.

L’intento è la promozione di un nuovo stile di coabitazione, che garantisca a giovani e anziani “una migliore qualità della vita e un contrasto alla solitudine attraverso la condivisione di beni relazionali”, come si spiega nel testo del progetto. In cambio dell’ospitalità, quindi, l’anziano che accoglie un universitario potrà ricevere servizi volti a creare relazioni di amicizia e solidarietà, con attività organizzate nell’Ateneo che creeranno forme di incontro, ascolto e informazione. Si va dalle rassegne cinematografiche a serate musicali animate dagli studenti musicisti, dalle visite alle sedi museali dell’Ateneo a percorsi benessere e fitness nelle strutture dell’università. Ma anche conversazioni in lingua con studenti stranieri e attività di scrittura e teatrali. Tutte attività basate sul volontariato degli studenti, anche non in coabitazione con l’anziano. Non solo momenti di socializzazione e svago, comunque, perché ci potranno essere pure altri tipi di supporto da parte dei ragazzi: aiutare la persona ospitante ad utilizzare il computer, facilitare l’accesso all’assistenza sanitaria, accompagnarlo verso strutture amministrative per sbrigare pratiche, anche semplicemente fare la spesa insieme.

Persino inutile sottolineare il valore sociale di una siffatta iniziativa: una sorta di patto tra generazioni che consente agli over di ricevere il supporto per alcune esigenze materiali e soprattutto un bene prezioso come la compagnia (perché la solitudine negli anziani pesa come e più di una malattia…) e ai giovani di poter disporre di un alloggio a prezzo calmierato nella città dove scelgono di andare a studiare. Un aiuto concreto che unisce esigenze diverse, ma ugualmente pregnanti.

Per far incontrare domanda e offerta, sono stati previsti passaggi precisi che permettono di individuare i profili adeguati. Gli studenti interessati devono compilare alcuni questionari utili a capire le esigenze e le attitudini e, insieme alla domanda di adesione al progetto, dovranno anche consegnare una lettera motivazionale, in cui spiegare perché si vuole partecipare al progetto. Segue una selezione finale a cura dell’Università, attraverso un colloquio conoscitivo e attitudinale. Per l’individuazione degli over 65, potenzialmente interessati ad ospitare studenti è previsto il coinvolgimento di associazioni di settore, tra queste UPPI (Unione piccoli proprietari immobiliari), enti del Terzo Settore e Comune (servizi sociali).

Si tratta, insomma di una collaborazione che contrasta la solitudine degli anziani, che in tanti casi hanno paura ad uscire di casa, e che offre agli studenti universitari fuori sede, anche stranieri, la possibilità di fare fronte al caro affitti e di sentirsi accolti in città. Inoltre, agli studenti che partecipano al progetto saranno riconosciuti crediti formativi universitari in base alle attività svolte a sostegno delle persone anziane in quanto potranno contribuire attivamente al benessere della comunità, creando rapporti di solidarietà e amicizia con la popolazione più anziana, meno protetta e più sola.

L’iniziativa è partita già da qualche tempo e con risultati soddisfacenti; l’obiettivo è di consolidare l’impegno delle Istituzioni con l’auspicio di estendere il progetto nel maggior numero possibile di Atenei. Con costi decisamente sopportabili da parte della collettività si raggiungono obiettivi decisamente validi dal punto di vista sociale e morale.

Buona domenica.

 

 

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