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A Sermoneta il Premio nazionale di poesia dialettale

di | 2025-12-19T14:07:11+01:00 21-12-2025 0:45|Cultura, Sezione10|0 Commenti

MILANO – Il latino volgare (parlato dal popolo) si è evoluto in modo diverso nelle varie regioni d’Italia, permettendo la nascita dei dialetti italiani, subito dopo la caduta dell’Impero Romano. Essi, mescolandosi con le lingue locali preesistenti e influenzati dalle invasioni barbariche, crearono varianti regionali che si sono poi differenziate fino a diventare i dialetti che conosciamo oggi. Poi il fiorentino letterario, del ’300 di Dante, Petrarca e Boccaccio, fu scelto come lingua “ufficiale” per l’amministrazione e la cultura, distinto dai dialetti locali usati nella vita quotidiana, per divenire il nostro italiano. I dialetti, dunque, sono le diverse “strade” che il latino ha preso in Italia, mentre l’italiano è una di queste strade (il toscano) che è stata scelta e standardizzata, rendendo i dialetti lingue sorelle.

I dialetti italiani possono essere suddivisi principalmente in tre macro gruppi: settentrionali, toscani/mediani e meridionali. Tra i più conosciuti il piemontese, il ligure, il lombardo, il veneto (settentrionali), il toscano, il romanesco e l’umbro (mediani), e il napoletano, il siciliano e l’abruzzese (meridionali). In totale, si stima che in Italia si parlino circa 31 dialetti e lingue minoritarie, tra cui anche il sardo, il friulano e il ladino, che sono ufficialmente riconosciuti come lingue. A valorizzare questa singolarità, Dante Ceccarini, poeta e medico pediatra, che ha ideato il primo Premio Nazionale di Poesia Dialettale – Città di Sermoneta (in provincia di Latina). Le location prestigiose del Palazzo Ada Caetani, Chiesa di San Michele Arcangelo fino al Castello di Sermoneta patrimonio della Fondazione Roffredo Caetani, rappresentata da Massimo Amodio, hanno accolto la copiosa kermesse di poeti, provenienti da tutta Italia.

Da sinistra, Dante Ceccarini, Anna Maria Fallongo, Massimo Amodio, Alberto Raponi

Sono stati 908 i poeti partecipanti al bando, con poesie richiamanti i dialetti di tutte le regioni italiane, partecipazione giunta dalle grandi città fino ai piccoli centri. I dialetti più particolari che la Commissione composta da prestigiosi docenti e professori, ha valutato sono stati il sardo-corso (parlato nella parte a nord della Sardegna) o il dialetto sloveno delle Valli del Natisone (regione geografica posta a cavallo di Friuli e Slovenia). Tre giorni di conferenze, confronti e ascolto dalla viva voce dei poeti. Come ha evidenziato il presidente di giuria, Rino Caputo, sicuramente tra i grandi autori che ha riportato nella poesia italiana l’uso del dialetto, vi è la genialità di Pier Paolo Pasolini, che iniziò a scrivere le sue poesie in friulano, dando l’incipit intellettualmente originale.

“Lo scopo è raggiungere il più alto numero di dialetti a livello nazionale – spiega Ceccarini – che abbiano come sfondo la città di Sermoneta, che aspira a diventare capitale italiana di dialetto, per coinvolgere i dialetti dai più noti a quelli delle minoranze. In cantiere, c’è già la seconda edizione del Premio: a breve il bando 2026”. Dante Ceccarini sottolinea l’importanza di un grande lavoro di squadra che arriva dalle istituzioni civili nella persona del sindaco Giuseppina Giovannoli, dalla collaborazione del presidente di UNITRE di Sermoneta, Alberto Raponi e vice presidente Anna Maria Fallongo, nonché il presidente del Premio professor Rino Caputo e la notevole giuria.

I dialetti premiati in questa prima edizione: siciliano per la poesia inedita, veneto-trevigiano per la silloge inedita e molisano per la sezione giovani. Inoltre, la partecipazione al premio è stato estesa anche alla Sezione del Carcere femminile di Latina che ha espresso la sua poesia, mostrando sensibilità ai nuovi imput. “Dal punto di vista poetico – conclude Ceccarini – lo scopo è recuperare, valorizzare e diffondere il più possibile i dialetti italiani con un mutuo scambio di informazioni e saggezza popolare. La lingua del cuore, quella dialettale, viene finalmente alla luce e sarà importante diffonderla, anche tra i giovani con saggezza e letteratura dialettale, che vada anche oltre la poesia”.

Claudia Gaetani

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