MILANO – Sabato 17 gennaio L’Aquila ha inaugurato ufficialmente il suo anno da Capitale italiana della Cultura. Una cerimonia solenne ha dato l’avvio ai lavori nell’Auditorium della Guardia di Finanza, alla presenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, del Ministro della Cultura Alessandro Giuli, del sindaco Pierluigi Biondi e di numerose personalità di spicco mentre un pubblico attento e partecipe assisteva alla manifestazione. Un segno importante per L’Aquila che nel 2009 è stata sconvolta dal terremoto che ha rischiato di annientarla. Così la città il 17 gennaio si è raccontata attraverso musica, parole e immagini realizzando un quadro fatto di memoria ma che sa parlare di futuro e soprattutto di rinascita. 
La conduzione della cerimonia è stata affidata a Francesca Fagnani, che ha raccontato il suo legame con la terra d’Abruzzo («Sono cresciuta ad arrosticini e “ferratelle”») e a Paride Vitale, che ha raccontato il suo percorso e il suo attaccamento all’Abruzzo, a cui ha dedicato il libro “D’Amore e D’Abruzzo”. La direzione artistica è stata affidata al Maestro Leonardo De Amicis che è riuscito a costruire una cerimonia scandita in capitoli, come un libro aperto sulla storia aquilana.
Il Commissario Straordinario al sisma 2016 Guido Castelli: “Il programma ‘Un territorio, mille capitali’ racconta questa ambizione: un anno di attività culturali diffuse, capaci di valorizzare la storia e l’identità aquilana e abruzzese intrecciandole con il territorio attraverso la tradizione, l’innovazione e la partecipazione. Il dossier ‘L’Aquila Città Multiverso’ restituisce con forza questa visione, facendo della memoria non un peso, ma una risorsa viva, capace di generare nuove opportunità e nuovi linguaggi. È importante il coinvolgimento e l’adesione di Rieti, altra città dell’Appennino centrale colpita dal sisma del 2016, naturalmente ‘federata’ con l’Aquila, che accompagna la città in questa esperienza unica. Due terremoti, un unico Appennino. Nel mio ruolo di Commissario, in questi anni, ho potuto toccare con mano la determinazione profonda degli aquilani. La rinascita della città non è solo edilizia, ma culturale, sociale, comunitaria”. 
Le attività si inseriscono nel progetto ispirato al motto “Un territorio, mille capitali”, una visione che guarda oltre i confini comunali e valorizza la collaborazione tra le città dell’Italia centrale. In questo quadro, Rieti ha sostenuto la candidatura dell’Aquila e partecipa a un percorso condiviso che punta su cooperazione, rigenerazione e riconoscimento delle identità locali. “La grande avventura di Rieti e del suo territorio nel progetto L’Aquila 2026 non è solo un calendario di eventi e manifestazioni culturali, ma un’occasione strategica di rigenerazione territoriale e visibilità nazionale attraverso il motore della storia e delle tradizioni dell’Appennino centrale”, sottolinea il sindaco di Rieti, Daniele Sinibaldi.
Non è dunque un caso che il Comune de l’Aquila abbia aderito alla candidatura della Civitas Appenninica a Capitale Europea della Cultura 2033. “Il percorso che Rieti e L’Aquila stanno portando avanti insieme per l’anno della Capitale italiana della Cultura rappresenta una grande opportunità per tutte le aree dell’Appennino centrale – aggiunge il sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi –. Un cammino condiviso che nasce dalla volontà di dare risposte concrete a comunità segnate da fragilità, ma anche da una forte capacità di trasformazione. Il contributo di Rieti è centrale: il lavoro sviluppato in sinergia con quello aquilano valorizza i territori attraverso la cultura, rilanciandoli e mostrando all’Italia le loro potenzialità”. 
“La storia si scrive con piccoli gesti quotidiani, facendo il proprio dovere verso la comunità, soprattutto quando è una comunità ferita come L’Aquila e il cratere sismico del 2009. La cultura non solo racconta la storia, ma serve anche a scriverla – ribadisce Biondi -. In questo anno vogliamo costruire basi solide, soprattutto per i giovani, affinché possano esercitare il diritto di restare, che è la massima espressione della libertà: costruirsi un futuro nei propri luoghi. Attraverso il racconto dell’Aquila vogliamo raccontare un’Italia capace di far sentire ognuno cittadino dei propri territori”.
La chiusura della cerimonia di inaugurazione, affidata al discorso del Presidente Sergio Mattarella, ha poi suggellato una mattinata intensa e condivisa. Non un punto di arrivo, ma una cerimonia fondativa, che ha dato forma e suono a un anno di cultura diffusa.
Margherita Bonfilio

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