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“A Diosa”, il canto d’amore che intenerisce la Sardegna

di | 2020-02-29T01:31:12+01:00 1-3-2020 6:20|Cultura, Sezione 5, Spettacolo|0 Commenti

NUORO – Chi non porta nel cuore una canzone che gli ricorda momenti importanti della propria vita? Noi sardi nel nostro repertorio musicale di canti tradizionali ne abbiamo tanti legati a momenti di gioia e di dolore. Vi è però un brano musicale che è a noi assai caro, s’intitola “A Diosa” ma ai più è conosciuto col titolo “Non potho reposare”. L’origine della melodia si fa risalire a Giuseppe Rachel che la scrisse nel lontano 1920 a tempo di valzer inglese sulle parole della omonima poesia, scritta nel 1915, dell’avvocato del piccolo centro di Sarule Salvatore Sini. La composizione di Rachel, entrata a far parte del repertorio del Corpo musicale filarmonico di Nuoro, di cui lo stesso Rachel era direttore. è un canto d’autore di ispirazione folklorica e popolare sarda. Il titolo della poesia è “A Diosa”, nome che il poeta dà alla donna amata e che in spagnolo significa Dea.

Il componimento è composto da nove sestine di sei versi endecasillabi in rima, inserito in un poema che è costituito da un’altra composizione di altrettante strofe intitolata “A Diosu”, la risposta di Diosa, l’amata, allo spasimante lontano. Il testo presenta quindi la corrispondenza amorosa di due giovani innamorati che vivono lontani. L’accoppiamento dei nomi Diosa e Diosu ricorda quello dei nomi dei due pastori, Dulcineo e Dulcina, che compaiono nel VI libro del romanzo “Los diez libros de Fortuna de Amor”, opera citata da Miguel de Cervantes nel “Don Chisciotte”, del poeta algherese Antonio Lo Frasso.

Andrea Parodi e Anna Oxa

Nel 1957, a Torino, per iniziativa del musicista e musicologo Gavino Gabriel, fu realizzata una versione del Coro di Nuoro avente come solista Mario Delussu. Nel 1966 furono proposte due versioni di due cori nuoresi: quella del Coro Barbagia, con la voce solista del tenore Giuseppe Tanchis, e quella del Coro di Nuoro. Successivamente diversi cori nuoresi hanno inserito il brano nel loro repertorio, dal Coro Ortobene, a Su Nugoresu, a Sos Canarios. Nel 1978 Maria Carta, cantautrice e attrice italiana che durante la sua carriera di cantante ha ripercorso i molteplici aspetti della musica tradizionale sarda, in particolare del cantu a chiterra, del repertorio popolare dei gosos, delle ninne nanne e del canto tradizionale religioso dei canti gregoriani, ha inciso il pezzo in un 45 giri per la Polydor.

Nel 1981 la cantante folk Anna Loddo, donna dalla voce, limpida, potente, carica di pathos, che le ha permesso di contribuire in modo decisivo alla diffusione del folk sardo in Italia e nel mondo, ha inciso il pezzo per la Fonit Cetra, all’interno dell’album Tremolio di canne. Nel 1984 è stato il gruppo pop del Coro degli Angeli a pubblicarla nell’album Misterios per la Tekno Records, in seguito è entrata a far parte del repertorio di Tazenda, da soli o con Bianca Atzei, Bertas, Andrea Parodi, da solo o con Anna Oxa o Al di Meola, Duo Puggioni, Cordas e Cannas, Pierangelo Bertoli e gli Istentales con il Coro Su Nugoresu, Gianna Nannini e Gavino Murgia, Mango e Maria Giovanna Cherchi.

Maria Carta

Le più grandi e potenti voci della nostra penisola hanno reso omaggio e un testo e a una melodia senza tempo, che ti entra nell’anima e ti rapisce, così come l’amore cantato dai versi del brano aveva rapito il cuore dei due giovani amanti. Dagli anni Novanta in poi la canzone è entrata a far parte del repertorio di numerosi cori nazionali ed internazionali. Lo stesso vale per cantanti e musicisti, spesso grazie alle collaborazioni con artisti sardi. Nel 2001 il compositore Hardy Mertens ha scritto le Variazioni sinfoniche su “No potho reposare” canto della nostalgia, e all’inizio del 2020 è stato pubblicato un libro dal titolo “A Diosa. La leggenda di Nenè”, primo romanzo dello scrittore Angelo Deiana. Il brano tratta in modo esemplare di un’esperienza tipica, in cui siamo quasi tutti incorsi almeno una volta nella vita: l’insonnia d’amore. Inoltre, in “Non potho reposare” è espressa una dolcezza struggente, una dolce malinconia, una gioia mesta che insieme ti strappano quasi il cuore dal petto e te lo aprono a ogni incalcolabile immensità. Si tratta di uno stato d’animo non infrequente su un’isola come la Sardegna.

“A Diosa” ci ricorda un’altra canzone, “D’ä mæ riva” di Fabrizio De Andrè, in cui il cantautore pensa alla sua Genova proprio dalla Sardegna e a un certo punto dice, rivolto alla sua città natale: “ti me perdunié u magún / ma te pensu cuntru su”, cioè “tu mi perdonerai il magone / ma ti penso contro sole”. Per questo, chiunque ami la nostra isola e la sua gente, non può non conoscere il canto d’amore della Sardegna.

Virginia Mariane

NON POTHO REPOSARE

Non potho reposare amore ‘e coro

Pensende a tie so donzi momentu

No istes in tristura, prenda ‘e oro

Ne in dispiachere o pensamentu

T’assicuro ch’ a tie solu bramo

Ca t’amo forte t’amo, t’amo, t’amo

Si m’essere possibile d’anghelu

S’ispiritu invisibile piccabo

Sas formas e furabo dae chelu

Su sole e sos isteddos e formabo

Unu mundu bellissimu pro tene

Pro poder dispensare cada bene

Unu mundu bellissimu pro tene

Pro poder dispensare cada bene

No potho viver no chena amargura

Luntanu dae tene amadu coro

A nudda balet sa bella natura

Si no est accurtzu su meu tesoro

E pro mi dare consolu e recreu

Coro, diosa amada prus ‘e Deus

T’assicuro ch’a tie solu bramo

Ca t’amo forte t’amo, t’amo, t’amo

T’assicuro ch’a tie solu bramo

Ca t’amo forte t’amo, t’amo, t’amo

TRADUZIONE

Non posso riposare, amore del cuore, sto pensando a te ogni momento. Non essere triste, gioiello d’oro, né addolorata o preoccupata: ti assicuro che desidero solo te perché ti amo forte, ti amo e ti amo. Se mi fosse possibile, prenderei lo spirito invisibile dell’angelo e ruberei dal cielo il sole e le stelle e creerei un mondo bellissimo per te per poterti regalare ogni bene. Non posso vivere che con un po’d’amarezza lontano da te, cuore amato. A nulla valgono le bellezze della natura se non ti ho vicino, tesoro mio, che mi consoli e mi fai rinascere, cuore amato più di Dio. Ti assicuro che desidero solo te perché ti amo forte, ti amo e ti amo. Ti assicuro che desidero solo te perché ti amo forte, ti amo e ti amo.

Amante del buon cibo, di un libro, della storia, dell’archeologia, dei viaggi e della musica

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