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Vuoi nascere? Chiedi il permesso ai genitori

di | 2019-02-08T22:08:51+01:00 10-2-2019 6:05|Attualità, Sezione 2|0 Commenti

NAPOLI – Sembrerebbe assolutamente inconcepibile eppure siamo non solo prossimi all’assurdo ma sfioriamo il ridicolo. Del resto per alcune tematiche legate alla vita si può dire che le viviamo in maniera ormai abitudinaria senza farci oramai domande sul significato e sul valore della vita stessa. Fare causa ai genitori perché non gli hanno chiesto di farlo nascere! A pensarci è sicuramente un fatto che fa sorridere. Poi, pensandoci su, viene da piangere. Ma come si fa soltanto a pensarla una cosa così? Una trovata pubblicitaria? Eppure assistiamo ad esperienze diventate consuete, discutibili o meno, usanze per giunta legittimate da tanto di legge come l’aborto o l’eutanasia che sembravano fino ad un po’ di anni fa dei paradossi. Il tutto condito da giustificazioni assolutamente, quasi apparentemente razionali. La vita è mia e ne faccio quello che voglio! Sembrerebbe logico, lineare… almeno per chi con la vita ha un rapporto quanto meno variopinto… Gestire, togliere, dare la vita con la grande presunzione di sostituirsi a Chi la vita oggettivamente la dà.

 

Raphael, il giovane indiano di Mumbai ha obiettato dicendo che la vita non la voleva e quindi vuole fare causa ai genitori. Ma a che siamo arrivati? Rinuncia di un dono, scarnificazione di una gratuità immensa, presunzione e arroganza oltre ogni limite permissibile. Fare causa ai suoi genitori per un motivo molto particolare: lo hanno fatto nascere senza il suo consenso. E quando chiederlo? Quando era nella pancia? Mandandogli un sms, una mail, una lettera con tanto di francobollo? E come avrebbe risposto il piccolo Raphael? Con un pianto o attraverso il cordone ombelicale?

 

E così Raphael Samuel, giovane avvocato ed attivista di Mumbai, porterà i genitori in tribunale perché “non hanno chiesto -spiega – il mio consenso quando mi hanno fatto nascere e hanno anteposto la loro felicità ai miei diritti”. Parole che fanno storcere qualche naso, ma che incarnano completamente lo spirito degli antinatalisti, una corrente che sostiene che i genitori non abbiano diritto di far nascere i figli senza consenso. Ed ecco che oltre al naso comincia a storcersi molto altro! Certo è da ammettere che l’idea non è male. Originale visto che si va alla ricerca di ciò che può apparire quanto più bizzarro è possibile.

 

Raphael sostiene che i bambini hanno il diritto di chiedere spiegazioni ai genitori dopo essere venuti al mondo perché c’è anche l’opzione, per una coppia, di non avere figli: “Voglio dire a tutti i bambini indiani che non devono nulla a chi li ha messi al mondo. Anzi, ogni bambino deve sapere perché i genitori lo hanno voluto, è un suo diritto perché i bambini non devono nascere per forza”. Siamo alla pazzia pura. O no? Del resto c’è chi estremizza il rifiuto alla vita e non fa altro che rinunciare ad un dono ricevuto. “Ma che dono può essere – è l’obiezione di rito – quello di vivere in condizioni precarie o nell’incomprensione del mondo?”. Ci sono tanti esempi di artisti suicidati come Van Gogh, Cesare Pavese, Kurt Cobain: gente insomma anche di un certo livello intellettivo che hanno motivato in maniera convincente (?) il loro gesto estremo. Solitamente le motivazioni più frequenti sono: debiti, incomprensioni, problemi familiari, problemi economici, brutti voti, ingiurie subite, offese, minacce. Una sfilza di giustificazioni che, ormai, appaiono legittimare gesti estremi.

 

Giocare con la vita sembra sia diventata una moda: tanto è mia…

 

Nonostante la minaccia di azioni legali, Raphael Samuel assicura comunque di avere un ottimo rapporto con la madre e il padre “Li amo, ma so che mi hanno messo al mondo per la loro felicità – sostiene -. La mia vita è fantastica, ma non vedo perché dovrei dare la vita a qualcuno costringendolo a farsi un’istruzione, a cercare un lavoro e a pagare le tasse, senza che mi sia stato dato un permesso dal diretto interessato”.

Sul web Raphael Samuel è già, purtroppo, una vera celebrità: su YouTube è già diffuso e condiviso il suo video. Parla di rispetto per le persone, sostiene le tesi degli antinatalisti e spiega i motivi che lo hanno spinto a fare causa ai suoi genitori. Intanto viene il dubbio, speriamo, che sia solo una trovata pubblicitaria, ma i riflettori sono tutti puntati su di lui: la legge gli darà ragione o prevarrà il buon senso? Ce lo auguriamo sperando che non si arrivi a gesti inconsulti solo per discutibili trovate pubblicitarie.

 

Innocenzo Calzone

 

Nella foto di copertina, l’indiano Raphael Samuel 

architetto e insegnante di Arte e Immagine alla scuola secondaria di I grado presso l’Istituto comprensivo “A. Ristori” di Napoli. Conduce da circa 10 anni il giornale d’Istituto “Ristoriamoci”. Svolge attività di architetto ed è appassionato di Arte. Partecipa ad attività culturali con l’associazione “Neapolis” promuovendo incontri e iniziative a carattere sociale e di solidarietà. svolge attività di volontariato nel centro storico di Napoli attraverso attività di doposcuola per ragazzi bisognosi.

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