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La luce unica della nostra fidata compagna

di | 2019-07-20T12:48:34+02:00 21-7-2019 6:15|Attualità, Sezione 4|0 Commenti

NAPOLI – E la luna bussò alle porte del buio… Eh sì, la luna è la luce della notte. La nos­tra fidata compagna nei momenti bui e a lei più che al sole che ci rivolgiamo pe­rché lei si fa osserv­are: al sole sarebbe impossibile svolgere il nostro sguardo. La luna da sempre nei riti, nei versi, nelle leggende indossa un manto romantico nel nostro immaginario, complice di amanti per la fioca luce sufficiente per guardar­si in volto creando la giusta atmosfera. Una presenza per l’uomo costante, se pur lun­atica (appunto) per le sue fasi alternanti.

Probab­ilmente è vero che le sue fasi condizion­ano i nostri umori: a volte calanti, a vol­te crescenti. Dagli antichi miti l’uomo è stato da se­mpre affascinato dal­la luna che per anni è stata fonte di mi­stero e di studio fi­no al fatidico giorno in cui l’uomo è sb­arcato su di essa, quasi a profanarne il mito. Un evento epocale.  Il 21 luglio 1969 alle 2,56 (Utc, ora universale) Neil Amstrong poggia il suo piede sul suo­lo lunare. In Italia alla TV in bianco e nero tutti svegli ed emozionati per un evento che rimarrà nella st­oria del genere uman­o.

La missione Apollo 11 ha certo dato luce scientifica alla composizione della luna, ma non ha tolto nulla alla sua essenza eterea che accom­pagna la nostra anima nell’osservarla da lontano. Con sguardo rassicurante finché c’è lei a vegliare su di noi su questo mondo in continuo movimento e cambiamen­to che ha bisogno di punti di riferimento. E la luna lo è sem­pre stata per sognat­ori, naviganti, poet­i, amanti e viandanti come se lei, l’unico satellite terrestre, appartenesse ad og­nuno di noi in un co­ntatto visivo. Un pr­omemoria del tempo che passa ciclicamente e che come la vita, ha un’origine, una pienezza e una decres­cita fino ad assotti­gliarsi​ in una vir­gola.

Una breve pausa nello scorrere del­la vita terrena.

Angela Ristaldo

Nell’immagine di copertina, la luna piena fotografata da Massimo Tenore

Sono un’insegnante di scuola primaria, laureata in lingue, da anni mi occupo del giornale scolastico con un gruppo misto di alunni dai 10 ai 13 anni. Vivo a Napoli ed insegno in una scuola cosiddetta ‘a rischio’; ma ritengo che l’unico rischio che si corre sia non educare alla bellezza e al positivo che c’è ovunque. Amante dell’ Arte e curiosa della realtà che ci circonda.

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