//Una festa speciale da vivere intensamente

Una festa speciale da vivere intensamente

di | 2018-12-23T06:53:10+01:00 23-12-2018 6:55|Punto e Virgola|0 Commenti
“Il Natale… Quando arriva, arriva”. Il claim di una famosa pubblicità televisiva con Renato Pozzetto protagonista mancava di un secondo passaggio che oggi è più che mai d’attualità: “E adesso che è arrivato, che si fa?”. Già, mancano un paio di giorni alla data fatidica che saranno utilizzati per gli ultimi acquisti, per gli ultimi regali. Una corsa forsennata cominciata quasi un mese fa che ha mostrato (qualora ce ne fosse ancora l’incertezza) quanto consumistica e spendacciona sia diventata la festa più sentita nelle nostre famiglie e nelle nostre case.   Già, soldi da spendere, anzi da sperperare perché (non si sa per quale ragione) in questo periodo bisogna mettere mano alla tasca e consumare. Talvolta a ragion veduta (i cosiddetti regali utili non passano mai di moda), molto più spesso solo per soddisfare un’usanza che impone acquisti a tutto spiano senza logica e soltanto all’insegna del “si deve fare”. Che poi non si capisce perché poi alle persone care e più vicine si debba fare un regalo per forza a Natale e non il 13 marzo o il 26 agosto: lo si fa semplicemente quando se ne ha voglia.   Si è perso il senso intimo della festa, al di là delle convinzioni religiose. Abbiamo progressivamente lasciato per strada il naturale senso di comunanza che caratterizza un’occasione speciale durante la quale le famiglie tornano a stare insieme almeno per qualche ora. Presi dal vortice quotidiano degli impegni, del lavoro, dei problemi d’ogni (che non mancano mai), abbiamo messo in un angolo i sentimenti e talvolta pure gli affetti. Che invece, d’incanto, si ritrovano all’insegna di un albero addobbato con palline scintillanti e lucine multicolore e di un rappresentazione più o meno fedele di una povera e fredda stalla dell’antica Palestina.   Chissà perché in questo periodo tutti si sentono più buoni, o almeno fingono di esserlo. Si moltiplicano gli appelli ad aiutare il prossimo. Ma i bisogni non vengono fuori solo adesso: ci sono sempre, in ogni giorno dell’anno. Ci si commuove e si lanciano disperati appelli sui social perché un gattino o una cagnetta non riescono ad essere adottati. E magari questi disperati allarmi arrivano dalle stesse persone che nei confronti dei migranti usano espressioni del genere “negro di m…., tornatene a casa tua”. Come si possano conciliare questi presunti sentimenti, non è dato sapere.   Ma sono considerazioni che mettiamo tutti da parte: è Natale, ci si abbuffa più del solito  e si scartano i regali. Tanto basta per farci felici e mettere a posto la coscienza. Sarà pure così, ma faremmo meglio a ribellarci. E’ una festa speciale per tutti: viviamola come tale, ma non dimentichiamo gli altri 364 giorni dell’anno. E non dimentichiamo coloro che non ci sono più, che ce ne sono andati per sempre: pensiamo a loro in ogni momento, stavolta facciamolo con maggiore intensità e amore.   Buon Natale a tutti. Sempre e comunque.

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