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Tim Berners-Lee: un web accessibile a tutti

di | 2019-03-30T12:22:58+01:00 31-3-2019 6:40|Attualità, Sezione9|0 Commenti

FIRENZE – Il 6 agosto 1991 Tim Berners-Lee pubblicò la prima pagina web nella storia dell’umanità. Ma internet nacque due anni prima: il 12 marzo 1989. Fu proprio in questa data che il ricercatore del CERN di Ginevra condivise con i suoi colleghi un documento redatto dopo aver studiato il modo in cui alcuni scienziati italiani, che lavoravano assieme a lui in un laboratorio, trasmettevano informazioni agli altri uffici.
Berners-Lee definisce la rete internet come “una piazza pubblica, una biblioteca […] una scuola, un cinema, una banca e tanto altro”.  Nel 2019 internet è diventato essenziale, in questi trent’anni è diventato la principale fonte per la conoscenza e la condivisione, ma ancora almeno la metà della popolazione non può accedere a questo privilegio, e proprio per questo motivo Tim, colui che ha dato vita a tutto ciò, chiede che anche quelle popolazioni attualmente disconnesse vengano raggiunte e coperte da una rete che permetta loro il collegamento alla rete.
Il World Wide Web nasce quindi con l’unico obiettivo di dare voce a chiunque, una insidiosa arma a doppio taglio, che non sempre permette di condividere pensieri eticamente corretti. Spesso internet viene utilizzato per diffondere odio e violenza, e nonostante la possibilità per tutti di condividere le proprie idee, è possibile andare incontro a fenomeni di emarginazione. Proprio per questo Tim Berners-Lee si augura che come la rete è cambiata in 30 anni, possa cambiare ancora nei prossimi 30 anni.Secondo il premio nobel Berners-Lee sono tre i punti deboli: gli attacchi hacker, sostiene che devono essere create leggi apposite che puniscano i reati online così come quelli fisici, riducendo inoltre gli attacchi appoggiati dagli stati. Gli “incentivi perversi”, come ad esempio le fake news, oppure il clikcbait che trasmette solo disinformazione, la proposta di Tim è semplice, modificare il sistema di incentivi che attualmente governa la rete. Come ultima cosa le “conseguenze negative non intenzionali”, ovvero azioni non volute che portano a conseguenze negative, l’unica soluzione, in questo caso, è l’analisi degli attuali sistemi e la creazione di modelli innovativi.
Il fondatore sostiene che è inutile muoversi singolarmente, serve un’azione collettiva, che evidenzi le cause dei problemi anzichè soffermarsi sui sintomi, e se “il web sta rimodellando il mondo” è necessario che “come un diritto umano, venga costruito per il bene pubblico”. Lo studioso nonché padre del WWW evidenzia la necessità di un nuovo contratto per il web, “non una lista di rapidi fix ma un processo per un cambiamento su come interpretiamo la nostra relazione con la community online”, queste le parole di Tim Berners-Lee, che aggiunge “dovrà essere il più possibile semplice, chiaro, e nel contempo flessibile” permettendo di assimilare nel tempo l’evoluzione della tecnologia.
La richiesta di Berners-Lee procede evidenziando il ruolo di ciascuno nel web: i governi dovrebbero anteporre agli interessi privati il bene pubblico, permettendo la libertà di rete e dei cittadini in rete. Il settore privato, come i governi, dovrebbero perseguire profitto senza intaccare principi fondamentali come la privacy dell’utente, al contrario di quanto accade oggi, costituendo una rete democratica e sicura. Ad oggi la libertà personale viene minacciata dai giganti del web come Facebook e Google. Infine i cittadini, che devono restare il centro del web portando sempre in prima linea i propri diritti e doveri, compreso quello di di “eleggere politici che siano capaci di garantire un web libero e aperto”. Necessario quindi che ciascun utente faccia la sua parte, attraverso un uso responsabile ed un comportamento proattivo in rete.
Tim Berners-Lee si pone un obiettivo ambizioso, rendere internet accessibile all’intera popolazione ed al contempo rendere la rete un luogo sicuro, incentrato su “eguaglianza, opportunità e creatività”, ma senza il controllo e dominio dei giganti del web.

Boris Zarcone

Nell’immagine di copertina, il doodle di Google che celebra la nascita di internet.

Ciao a tutti! Mi chiamo Boris Zarcone ed attualmente studio informatica presso l’ITIS Meucci di Firenze. Avete ragione, il mio percorso di studi non ha niente a che vedere col giornalismo, ma fin da piccolo coltivo questa passione. A 14 anni apro un blog personale che tratta tecnologia, il quale mi consente di creare un minuscolo network dal quale venni contattato per scrivere in blog più grandi. Attualmente offro un contributo su Wikinotizie e scrivo per Il Punto Quotidiano.
Curo inoltre un mio blog personale nel quale tratto notizie di ogni genere.

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