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“Starteacasa”, un nuovo modo di fare teatro

di | 2020-04-05T04:39:45+02:00 5-4-2020 4:41|Attualità, Sezione 2, Spettacolo|0 Commenti

ROMA – Nel mondo del teatro il post Covid 19 si chiama “Starteacasa”, una piazza social nata subito dopo la chiusura di tutte le attività per un’idea geniale di due studentesse dell’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica “Silvio D’Amico” di Roma. Valentina Rota e Sara Younes – questi i nomi delle due giovani, iscritte al primo anno ma con le idee già chiare – hanno visto nella chiusura della scuola, anzi delle scuole di tutta la penisola, l’occasione per dare vita ad un nuovo modo di fare spettacolo, l’unico possibile in questo momento storico. Le sue caratteristiche, che fondono il vecchio e il nuovo così come è avvenuto in ogni settore lavorativo al manifestarsi dell’emergenza, potrebbero farne una soluzione anche una volta terminata la quarantena perché il successo dell’iniziativa è stato subito strabiliante ed il costo pari a zero. E l’aspetto economico – come è noto – quando si parla di teatro è sempre una nota dolente.

Marco Tè

Valentina Rota

A parte questo, però, sono molte altre le caratteristiche che hanno reso possibile e veloce l’organizzazione di questo progetto. “E’ un palcoscenico virtuale – spiega Marco Tè, che è un giovane e promettente attore di 20 anni ed è uno dei dodici ‘fondatori’ della piattaforma – su cui gli artisti possono recitare, cantare, ballare. Insomma, in poche ore, dopo che Valentina e Sara ci hanno proposto il progetto, lo schermo del computer è diventato quello che un tempo era il limite tra la realtà del pubblico e la finzione della scena ed i risultati sono stati sorprendenti”. Subito, infatti, i giovani artisti di tutta Italia che si sono esibiti un po’ per non mollare e un po’ per continuare a studiare, esercitarsi e farsi conoscere, hanno avuto migliaia di visualizzazioni e la macchina è partita. Al progetto hanno aderito, oltre a tutte quelle romane, anche le Accademie di Genova, Torino, Venezia , Milano, Bologna, Firenze, Pescara. Ora stanno iniziando ad arrivare anche i Conservatori, le scuole di danza, di canto, di musical.

“Ognuno di noi – continua Marco Tè – ha messo in campo le energie e i contatti, che aveva e attraverso il passaparola l’iniziativa è cresciuta ottenendo in pochi giorni grandi risultati”. Sì, perché Startarte è piaciuta anche a personaggi del mondo dello spettacolo, a vip che, in questo periodo di stop forzato, si sono guardati intorno con più attenzione trovando questa “chicca” sul web. E quindi ecco che sono arrivati a sostenere l’iniziativa, con interviste, attori come Ambra Angiolini e Stefano Fresi, doppiatori come Roberto Pedicini, direttori di Teatro come Leonardo Ferrari Carissimi che hanno intravisto in “Startarte” una strada per continuare a recitare anche nel caso in cui l’emergenza dovesse prolungarsi e i teatri non riaprissero. E poi c’è l’aspetto sperimentale ad essere interessante. “La necessità – fa notare Marco Tè – di adeguarsi allo spazio chiuso di una stanza sta dando soluzioni inaspettate. Nell’intimità l’attore ha la possibilità di concentrarsi di più e il fatto di essere più vicino allo spettatore che lo fissa nello schermo lo costringe ad adottare espressioni più intense. Insomma – sottolinea con soddisfazione – abbiamo trovato il modo di conciliare il teatro classico con la tecnologia”.

Sara Younes

Tradizione, modernità, innovazione, tutto si fonde in “Starteacasa”. “Abbiamo preso nell’organizzazione – continua Marco – anche gli youtuber, ormai consapevoli del fatto che non c’è più distinzione tra un attore di teatro e uno che si fa un video da solo: entrambi recitano”. E così tutto si sperimenta, da nord a sud, le arti si fondono e si scambiano informazioni mentre ogni tre giorni, sui social, gli organizzatori lanciano il tema su cui si devono esprimere i giovani artisti di tutta Italia. I quali con entusiasmo e passione continuano a studiare e recitare approfittando di questa “palestra” messa a disposizione dalla rete e testandosi grazie ai like e le visualizzazioni del pubblico. Non mancano professionisti che si vogliono impegnare, in questa sfida. L’attore Pino Quartullo ha già fatto lezioni on line che hanno condiviso studenti di tutta Italia. Argomento trattato: “Giulio Cesare” di Shakespeare. E’ stato tutto molto facile e fluido. Da questo evento negativo, per molti aspetti tragico, è nato un incontro fatale tra due mondi che un tempo sarebbero sembrati inconciliabili: la tradizione e internet. Invece non era così e “Startarte” ne è la prova. “Non ce lo aspettavamo – conclude Marco Tè – e ora c’è più dialogo sul web che sul palco”.

Gloria Zarletti

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