//Giornali a picco, edicolanti a rischio

Giornali a picco, edicolanti a rischio

di | 2019-12-01T06:38:17+01:00 1-12-2019 6:41|Controluce|0 Commenti

Si spende sempre meno per l’acquisto di giornali, siano essi quotidiani che periodici. Per i prodotti editoriali il 2019 è un anno da dimenticare, parola di Fenagi, l’associazione delle edicole e imprese di rivendita di periodici della Confeserventi. I ricavi dalla vendita dovrebbero assestarsi a poco più di 1,9 miliardi, il 10% in meno rispetto al 2018. E’ il dato peggiore degli ultimi 5 anni. Gli edicolanti e più in generale le rivendite di giornali sono sull’orlo di una crisi che si mostra ormai senza una via d’uscita. Fenagi, l’associazione delle edicole e imprese di rivendita di quotidiani periodici della Confesercenti, torna a lanciare l’allarme sulla base dei dati emersi al termine di una ricerca condotta dagli Uffici studi delle associazioni della filiera della carta.
In particolare si stima che i ricavi da quotidiani si fermeranno a 855 milioni di euro, il 7,5% in meno rispetto all’anno passato. Per le riviste e le altre pubblicazioni periodiche, invece, si prevedono vendite per poco più di un milione di euro, per un calo vicino al 12%. Una riduzione notevole e preoccupante le cui conseguenze si faranno sentire su tutta la filiera dell’informazione, dalle redazioni alla rete di vendita, ormai in una situazione di crisi strutturale. I conti economici parlano chiaro: rispetto al 2013, il reddito medio delle imprese del commercio al dettaglio di giornali, riviste e periodici, è sceso di circa un terzo, e ormai 6 edicole su 10 realizzano utili di 10mila euro l’anno o meno. Le imposte sul reddito danno poi la mazzata finale.
Uno scenario sempre meno sostenibile per gli operatori, come confermano i dati di chiusura dei punti vendita. Dal 2013 le rivendite sono passate da 18.077 a 14.730. Un dato che include, oltre i classici chioschi, anche i negozi e i pubblici esercizi che aggiungono all’attività prevalente la vendita di giornali. Le edicole vere e proprie sono ormai appena 5mila: una rete che adesso più che mai a rischio di chiusura irreversibile.
“La situazione della rete di vendita è sempre più difficile – afferma Christian Cartosio, presidente di Fenagi Confesercenti – il crollo di quest’anno accelererà ancora di più le chiusure. E non è un problema dei soli edicolanti, il mercato della stampa si basa sulle vendite nelle edicole, senza queste sarà difficile salvarlo”.
“Servono dunque – aggiunge Cartosio – interventi urgenti per dare un po’ di fiato alla rete di vendita. A partire dalle tasse, bisogna defiscalizzare l’informazione e aprire agli edicolanti il regime forfettario, da cui sono ora esclusi. Occorre inoltre pensare anche alla definizione di un regime fiscale ad hoc, agevolato, per la vendita di quotidiani e periodici. Necessario, infine, anche superare finalmente la legge 170/01, ormai inadeguata alle esigenze attuali del settore, con una riforma che vada dalla revisione dell’obbligo di parità di trattamento alla creazione di ammortizzatori e incentivi per la ristrutturazione e informatizzazione della rete”.

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