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Salvare il pianeta, vera emergenza globale

di | 2019-08-04T06:25:35+02:00 4-8-2019 6:10|Attualità, Sezione 3|0 Commenti

PALERMO – Continua purtroppo, su scala mondiale, la tendenza negativa al sovra-sfruttamento del nostro pianeta. Secondo il Global Footprint Network – l’organizzazione di ricerca internazionale che si occupa di monitorare l’impatto ambientale dei comportamenti umani – il giorno in cui l’utilizzo di risorse da parte della popolazione mondiale ha superato quanto l’ecosistema terrestre può rinnovare in un anno, l’Earth Overshoot Day, quest’anno è stato già il 29 luglio, mentre nel 2018 le risorse naturali annuali del pianeta erano state esaurite il 1° agosto.

Secondo il Global Footprint Network, l’Italia, che nella classifica dei Paesi più spreconi si trova al nono posto, ha avuto il suo Overshoot Day addirittura già il 15 maggio. Considerando i consumi assoluti, sono comunque gli Stati Uniti a sperperare di più in assoluto i beni naturali: servirebbero addirittura le risorse di ben cinque pianeti per soddisfare l’attuale fabbisogno di risorse degli USA.

La deforestazione, causata dalla produzione intensiva di materie prime, l’erosione del suolo,  la perdita di biodiversità e l’accumulo di anidride carbonica in atmosfera sono tra gli effetti più tangibili del sovra-utilizzo delle risorse planetarie; a tali effetti si uniscono i nefasti cambiamenti climatici, i ricorrenti fenomeni di siccità, gli incendi e gli uragani. Tali disastrose conseguenze dovrebbero far capire a popolazione e governi che lo squilibrio ambientale è la vera odierna emergenza mondiale, da combattere tutti insieme con strategie e contromisure urgenti ed adeguate.

Nel 2021 l’Unione Europea applicherà la nuova “Politica Agricola Comune” (PAC) ovvero l’insieme di regole per l’assegnazione di sussidi e incentivi agli agricoltori e allevatori europei. A tal proposito, l’associazione Greenpeace chiede all’Unione europea e al governo italiano di tagliare i sussidi agli allevamenti intensivi e sostenere aziende agricole che producono con metodi ecologici.

Cosa possiamo fare intanto per invertire la rotta? Secondo il Global Footprint Network se riuscissimo almeno a dimezzare le emissioni di anidride carbonica, l’Overshoot day si sposterebbe di circa tre mesi, e cadrebbe ad ottobre. Se poi riducessimo produzione e consumi mondiali di carne del 50% e li sostituissimo con una dieta più vegetariana, rimanderemmo l’Overshoot day di circa quindici giorni.

Insieme ad altre organizzazioni, il Global Footprint Network ha anche lanciato la campagna “Steps to #MoveTheDate”, che indica cinque ambiti su cui poter incidere: energia, cibo, città, popolazione e pianeta. Rientra nella campagna anche il footprint calculator, strumento che permette di calcolare la propria impronta ecologica oltre che l’Overshoot day personale. Anche nell’ambito dei comportamenti eco-compatibili, rimane viva e attuale l’esortazione del Mahatma Gandhi: “Sii tu il cambiamento che vuoi vedere nel mondo”.

Maria D’Asaro

 

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