//Quotidiani, per fortuna che c’è il digitale

Quotidiani, per fortuna che c’è il digitale

di | 2020-07-19T06:46:16+02:00 19-7-2020 6:48|Controluce|0 Commenti

Editoria, i quotidiani italiani, nonostante il lockdown da Coronavirus, tirano su la testa e mostrano una sensibile ripresa nelle vendite. Sia del cartaceo che del digitale, ma soprattutto di quest’ultimo.
I dati di aprile 2020, elaborati da Primaonline.it su dati Ads, fanno tirare un sospiro di sollievo seppure contenuto. Il confronto è con marzo 2020, il mese in cui cominciò il lockdown, ma ad aprile questa stessa situazione è continuata e le cose sono andate un po’ meglio. Le assenze dei giornali quotidiani dalle edicole sono state compensate con gli acquisti digitali.
Scorrendo i dati riguardanti le vendite – sempre carta più digitale – salta subito all’occhio la straordinaria impresa del Fatto Quotidiano di Marco Travaglio (nella foto a destra) che da marzo ad aprile cresce del 24 per cento, arrivando a 56.206 copie al giorno. Dietro Il Fatto mostra dati confortanti anche il Giornale di Alessandro Sallusti con più 7,2 e 42.813 copie vendute. Bene Il Sole 24 ore con più 4,2 e le copie (146.368 giornaliere) che crescono anche rispetto a febbraio. Il Corriere della Sera guida la classifica delle vendite (271.253 copie) e ad aprile sale di 4,16 punti restando però al di sotto dei numeri di febbraio. Repubblica guadagna il 3,5 per cento con 188.646 copie/giorno.
Nel complesso ad aprile 2020 quasi tutti i quotidiani italiani vantano il segno più a parte quattro: la Gazzetta dello Sport che ad aprile perde su marzo il 33,4 per cento dopo aver perso il 39,5 a marzo su febbraio. In questo caso, ovviamente, decisivo è stato Il calo d’attenzione dovuto allo stop di tutte le competizioni sportive, calcio in primis, causa lockdown. Deludente anche Avvenire (99.857 copie), che perde il 5,7 per cento dopo aver perso anche nel mese di marzo. Male il Messaggero (70.028 copie), che perde un altro 3,8 dopo aver perso a marzo il 17 per cento. Come pure la Stampa (118.246 copie), che perde un 2,9 per cento dopo aver perso il 5.
Se confrontiamo i dati di aprile 2020 con lo stesso mese dell’anno precedente appare evidente ancora una volta il primato del Fatto Quotidiano che registra una spettacolare impresa: più 34,2 per cento. Poi c’è l’Eco di Bergamo, localizzato soprattutto nel cuore della pandemia da Coronavirus, che guadagna sul 2019 il 15,2 per cento. Positivi i numeri del Messaggero Veneto con un più 5,57 e di Dolomiten, con più 2,6.
Tutti gli altri hanno il segno meno. La Gazzetta sta a meno 61,4, Il Messaggero meno 22,3, La Nazione meno 16,2, la Stampa meno 16,1, Avvenire meno 13,5, il Giornale meno 9,8, Il Gazzettino meno 5,1, Il Sole 24 ore a meno 7,3. Resistono Repubblica con un meno 3 e il Corriere della Sera con -0,55.
A guardare le sole vendite in edicola le posizioni cambiano sensibilmente. Facendo il confronto tra aprile 2019 e 2020 a mostrare un segno positivo c’è soltanto il Sole 24 ore (più 7,66), il solito Fatto Quotidiano (più 6), il Messaggero Veneto (più 5) e il Corriere della Sera (più 0,73). Tutti sotto le 200 mila copie. Il Corriere, leader della classifica, vende 180.367, Repubblica 132.527. Gli altri sono sotto le 100 mila: La Stampa 79.074, Il Messaggero 53.125, il Giornale 38.136. Da rilevare che Il Fatto Quotidiano vende metà delle sue copie in edicola e l’altra metà in digitale. Il Sole vende 103mila copie in digitale le altre 42 mila in edicola, il Giornale e Il Messaggero hanno una nettissima prevalenza in edicola, Corriere e Repubblica una moderata prevalenza in edicola.

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