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Una buona scuola per crescere

di | 2018-01-18T22:11:39+01:00 20-8-2016 9:43|Attualità, Sezione9|0 Commenti

NAPOLI – Tutti dicono di voler bene alla scuola, tutti dicono che essa è importante ed è l’investimento principale per la crescita di un Paese: una cosa è certa, se davvero si vuol bene alla scuola allora è giunto allora il tempo di dimostrarlo.

Basta chiacchiere, opinioni, citazioni, ma lo si dimostri con azioni concrete. Lo si dimostri facendo passi indietro per il bene comune, lo si dimostri accettando soluzioni coraggiose che oggi possono sembrare un arretramento rispetto al proprio ruolo e ai propri diritti ma che invece possono costituire la base forte per una qualificata e concreta rivendicazione.

Fuori dalla scuola quelli che, nascondendosi dietro coloro che lavorano sul serio e fanno onore alla categoria, hanno a cuore solo i loro interessi. Questi, spesso, hanno altre attività molto più redditizie e alla scuola possono dedicare solo poche manciate del loro prezioso tempo. Fuori dalla scuola quelli che non hanno un’etica del lavoro; coloro, chiunque siano, che pensano ad una scuola per i propri figli diversa da quella che sono disposti a costruire per i propri alunni; coloro che pensano che valutare sia sinonimo di giudicare compiendo misfatti pedagogici di cui non si rendono nemmeno conto; coloro che pensano che dirigere e insegnare sia solo parlare ma non ascoltare; coloro che, impegnati in una continua opera di giustificazione per il loro non fare, pensano che la colpa è sempre e solo al di fuori di sé stessi. Coloro che concepiscono la scuola come un’azienda seppellendo tutte le azioni educative che valorizzino i sentimenti.

Aiutiamo e valorizziamo tutti coloro, e sono tantissimi, che dedicano davvero alla scuola il loro tempo, il cuore e la mente nella reale convinzione dell’importanza del ruolo dell’educatore nella crescita di uno studente. Vanno aiutati, certo, perché la loro disponibilità, la loro buona volontà e soprattutto le loro competenze hanno bisogno di essere supportate da un sistema che dimostri tangibilmente di credere in loro fino in fondo, che renda loro merito del lavoro che svolgono. Hanno bisogno di sentirsi importanti perché sono importanti, hanno bisogno del rispetto di se stessi e degli altri.

Diciamo con coraggio che nella scuola vengono prima di tutti gli studenti e i loro diritti: i loro diritti sono l’altra faccia dei nostri doveri. Chi lavora nella scuola non può pensare che insegnare agli alunni è come stare dietro allo sportello di un ufficio per cui uno è facilmente sostituibile con un altro e va bene lo stesso. Gli alunni hanno diritto ad avere accanto persone competenti  (docenti e dirigenti), che sappiano molto bene disegnare percorsi per interpretare le loro istanze sia verbali che non verbali, che sappiano parlare con gli studenti il linguaggio del cuore, della cultura e della mente, che sappiano che dedicare se stessi a loro vuol dire dedicare se stessi alla costruzione di un paese formato da buoni cittadini.

Costruiamo le condizioni perché la scuola ritrovi il coraggio di ribellarsi e affermare con forza il ruolo fondamentale che svolge all’interno di un paese. Alziamo la voce e reclamiamo di voler partecipare da protagonista alla costruzione del futuro dei ragazzi e delle ragazze.

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