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Quei muri (invalicabili) tra studenti e docenti

di | 2019-06-08T12:09:29+02:00 9-6-2019 6:35|Attualità, Sezione 8|0 Commenti

FIRENZE – Studenti e docenti hanno, negli anni, sempre trovato diverse difficoltà nel collaborare concretamente. Da parte dei primi si trova un’opinione contrastante a quella dei professori che però, osservata attentamente, presenta molte similitudini.

Spesso gli studenti si trovano in situazioni di scarsa comunicazione, condizioni imposte che portano ad un vero e proprio abbandono dello studio e infatti si registrano alti tassi di abbandono scolastico durante la frequentazione del primo anno della scuola superiore di secondo grado.

Il personale docente si trova con ragazzi ai quali, non appena viene lasciato uno spiraglio di libertà, si prendono la concessione di mancare di rispetto e approfittare dell’occasione: una situazione quindi non bilanciata che non trova via di fuga.

Ma cosa accadrebbe se si annullassero le formalità, costruendo un vero e proprio ambiente “study friendly”?

Alcuni docenti ci hanno provato, ottenendo buoni risultati. “Se lo studente non fa i compiti, è inutile penalizzarlo: andando avanti con gli anni i nodi verranno al pettine e capirà che quei compiti erano utili per lui”, racconta Andrea, docente di inglese. E’ quindi giusto lasciare la giusta libertà agli studenti, permettendo loro una gestione più completa di se stessi? Per molti professori non è così, guidare lo studente lungo un percorso scolastico è un ottimo modo per permettergli di costruire qualcosa di concreto nella sua vita, facendogli capire cosa lo aspetterà una volta uscito da scuola.

Lapo, che insegna telecomunicazioni, spiega che lo studente deve essere in grado di gestirsi autonomamente. Se la lezione, poi, viene organizzata in allegria con battute reciproche durante la spiegazione, tutto sarà più semplice, scorrevole e apprezzato.

Discordanza, quindi, tra insegnanti, che evidenziano metodologie di insegnamento completamente diverse e discordanti tra loro, e mentre la scuola si evolve, ancora si cerca una soluzione all’abbattimento di quelle barriere tra studenti e docenti, che creano sempre più preoccupazioni ai ragazzi. Quale soluzione adottare per venire a capo di questa faccenda, se entrambe le componenti non trovano un accordo comune? Forse il punto di inizio per questa sfida, è posizionarsi sulla stessa linea di partenza, costruendo insieme una scuola nuova, perché una scuola senza alunni motivati a studiare, è un’istituzione che non fa leva sulla motivazione principale di ogni studente: la curiosità.

Boris Zarcone

Nell’immagine di copertina, una classe scolastica

Ciao a tutti! Mi chiamo Boris Zarcone ed attualmente studio informatica presso l’ITIS Meucci di Firenze. Avete ragione, il mio percorso di studi non ha niente a che vedere col giornalismo, ma fin da piccolo coltivo questa passione. A 14 anni apro un blog personale che tratta tecnologia, il quale mi consente di creare un minuscolo network dal quale venni contattato per scrivere in blog più grandi. Attualmente offro un contributo su Wikinotizie e scrivo per Il Punto Quotidiano.
Curo inoltre un mio blog personale nel quale tratto notizie di ogni genere.

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