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Quando l’handicap non è più un limite

di | 2019-03-07T18:40:17+01:00 10-3-2019 6:05|Attualità, Sezione 2|0 Commenti

NAPOLI – Perché la disabilità non deve essere un limite e la carrozzina deve diventare un “accessorio” da interpretare con il proprio stile. Più uno diventa cosciente della propria natura, più riconosce la natura di ciò che lo ha preso. È la libertà il valore fondamentale per Danilo Ragona, 38 anni, paralizzato dalla vita in giù da quando ne aveva 21, a seguito di un grave incidente. Oggi, da imprenditore e designer, progetta carrozzine per disabili che si ripiegano in un zaino e sono trasportabili in qualsiasi auto. Hanno ruote adatte a sabbia e neve. Sono personalizzabili, con 11 colori e migliaia di combinazioni differenti.

“Nel 2005 ho vinto un concorso che mi ha consentito l’ingresso all’incubatore d’impresa del Politecnico di Torino – spiega -. Lì ho ricevuto tutoraggio su aspetti importanti come la fattibilità d’impresa e la valutazione di mercato. Così sono riuscito a costruire un prototipo, presentato alle Paralimpiadi di Torino 2006, depositare un brevetto. Due anni dopo ho ottenuto il finanziamento: la Fondazione Michelin aveva allora una partnership con il Politecnico e monitorava i progetti più promettenti”.

E’ la storia di un uomo che ha scelto la vita, invece di abbandonarsi alla disperazione. E’ la storia di un uomo che non si è rassegnato, non ha voluto guardare al proprio limite ma al desiderio forte di abbracciare qualcosa di più grande. Un dono, certo, lo si può dire con coscienza. Dietro al dramma di una vita apparentemente spezzata si nascondeva la genialità di Danilo che ha lottato e lotta non solo per se stesso ma per tanti che incontra ai quali comunica la propria esperienza.

Il suo racconto è coinvolgente e appassionante: “Ho dovuto prima accettare il fatto che non avrei più camminato e successivamente ho dovuto rimettermi in moto, riscoprendo già dal primo anno di riabilitazione il mio corpo. È come se fossi tornato di colpo un bambino che ha bisogno di ascoltare la propria fisicità per conoscerla meglio e per scoprirne i limiti non solo fisici, ma anche mentali. E proprio in virtù di questo ho cominciato a fare esperienze, un po’ per scoprirmi e un po’ anche perché, dopo l’incidente, avevo dato un nuovo valore alla vita e non avevo intenzione di perderne neanche un giorno. Volevo impiegare ogni istante della mia esistenza per carpire tutte le bellezze che il mondo può offrire, le persone, i territori, le esperienze. E da una grande difficoltà ho cercato di trarre delle opportunità, provando a trasformare le mie passioni in un’attività utile anche ad altri, portando un messaggio positivo e costruttivo per chi, invece, non è riuscito a fare un passo oltre la difficoltà della propria condizione”.

E’ proprio vero che l’uomo è quel livello della natura in cui la natura prende coscienza di se stesso. Accettare la situazione è determinante per decidere, poi, di intraprendere nuove strade. Quindi la chiave fondamentale sta nell’accettarsi. Importantissima è stata la decisione di riscriversi a scuola, all’Istituto Europeo di Design.

In quel momento, aveva già la volontà e lo scopo di progettare un qualcosa che migliorasse la sua indipendenza e la sua autonomia. Infatti, prima ancora di concludere gli studi, al terzo anno, presenta il progetto di una carrozzina multifunzionale al concorso “Idee di Impresa”, fu selezionato e da lì è partito tutto. Visto che la sua idea era innovativa, a seguito di varie indagini di mercato, ha brevettato la carrozzina e dal 2006, grazie a tutta una serie di partner a cui ha chiesto di collaborare su questo progetto, è riuscito a mettere in piedi l’azienda “Able to enjoy” che progetta, produce e commercializza ausili e prodotti per disabili.

Vive questa esperienza grazie a Fabrizio Barroccini, presidente della Fondazione Onlus Vertical che fa ricerca sulla lesione midollare, proprio la sua patologia, e che ha dato vita a questo “format” di modelle normodotate e modelle in carrozzina. Nel lanciare una nuova serie di carrozzine ha “vestito” anche le ragazze disabili in una sfilata di moda. L’aspetto più particolare dell’evento è stato il fatto che la carrozzina era diventata quasi un accessorio visto che era stata abbinata all’abito nei colori. Questa esperienza bellissima ed emozionante per tutti ha finalmente e per la prima volta al mondo portato delle ragazze disabili in passerella, non più con un ausilio ma con un prodotto da “indossare”.

“Il messaggio che abbiamo cercato di trasmettere – sottolinea – è stato quello che, indipendentemente dalla loro disabilità, queste bellissime e fortissime ragazze attraverso il design e la tecnologia, potevano ancora piacere e soprattutto piacersi ed essere di tendenza”.

Cerca sempre di spronare e stimolare tutti coloro che vivono o che pensano di vivere una situazione un po’ più difficile, spingendoli alla libertà, all’autonomia, all’indipendenza ad uscire di casa sicuri che tutto si può fare, anche attraverso la conoscenza di quello che è riuscito a creare. “La mia mission è evitare di raccontare ciò che non funziona, concentrandomi invece su ciò che si può fare.”

Assieme a Luca Paiardi, anche lui paraplegico, è reduce dal progetto “Viaggio in Italia”, che li ha visti protagonisti di un viaggio in carrozzina lungo l’Italia, durato un mese.  Con Luca si reca anche nelle unità spinali a raccontare la sua esperienza, cercando di portare ai ragazzi colpiti dallo stesso dramma, un messaggio positivo, dicendo che si può ricominciare a lavorare, che ci si può sposare, che si può viaggiare e fare sport. La vita, la propria vita vale sempre la pena viverla fino in fondo. Danilo testimonia che l’handicap non è e non può essere un limite. Il suo esempio così come quello di Scott-Brown, grande pilota d’auto da corsa degli anni ’50, o anche più recentemente Alex Zanardi, testimonia ogni giorno la non volontà a riconoscersi “privato di” ma a cogliere un’occasione, una sorta di trampolino per scoprire nuove frontiere.

“Sicuramente la cosa più bella – conclude Danilo Ragona – è il fatto di poter condividere la mia vita, le mie esperienze e i miei progetti con la donna di cui mi sono innamorato due anni fa. Crescere insieme a lei vivendo queste avventure mi rende felice”. E questo rende felice anche tutti noi.

Innocenzo Calzone

Nella foto di copertina, Danilo Ragona

architetto e insegnante di Arte e Immagine alla scuola secondaria di I grado presso l’Istituto comprensivo “A. Ristori” di Napoli. Conduce da circa 10 anni il giornale d’Istituto “Ristoriamoci”. Svolge attività di architetto ed è appassionato di Arte. Partecipa ad attività culturali con l’associazione “Neapolis” promuovendo incontri e iniziative a carattere sociale e di solidarietà. svolge attività di volontariato nel centro storico di Napoli attraverso attività di doposcuola per ragazzi bisognosi.

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