//Prescrizione? Il vero malato è la giustizia

Prescrizione? Il vero malato è la giustizia

di | 2018-11-16T12:13:14+01:00 11-11-2018 7:00|Punto e Virgola|0 Commenti
Uno Stato serio e civile si valuta anche dalla capacità di assicurare a tutti i cittadini una giustizia certa e in grado di produrre effetti in tempi ragionevoli. Sia che i procedimenti si concludano con una condanna, sia che finiscano con un’assoluzione. Questo si chiede da sempre, ma come tutti sanno si tratta di un sogno irrealizzato e, al momento, irrealizzabile. Decine di migliaia di processi spesso si concludono con il nulla, con la cosiddetta prescrizione che di fatto cancella anni di lavoro e che lascia l’amaro in bocca (espressione gentile per non dire altro) sia negli imputati che nelle vittime. In Italia, purtroppo, funziona così e non c’è stato finora governo o ministro in grado di metter mano ad una riforma organica che accorciasse tempi biblici che hanno solo l’effetto di ingolfare ancor più un motore ingrippato e bloccato da mille pastoie.   Non arrivare ad una sentenza definitiva è una sconfitta disonorevole e senza attenuanti. Per tutti.   La discussione di questi giorni sull’introduzione del blocco della prescrizione dopo la sentenza di primo grado (un cavallo di battaglia dei Cinquestelle) è per certi versi surreale. Intanto, l’intesa-compromesso raggiunta con la Lega sposta la questione di un anno: la norma sarà inserita in un provvedimento più organico che comprende una riforma complessiva del processo, ammesso che si riuscirà mai a concretizzarla. E in più, lo stop alla prescrizione varrà dal momento in cui entrerà in vigore. Per il passato continueranno a restare in vigore le regole attuali. Una scelta che lascia di stucco Piercamillo Davigo, magistrato di lunghissimo corso (molto ascoltato peraltro dai pentastellati): “Gli effetti di questo provvedimento si vedranno quando sarò morto…”.   La giustizia è materia di scontro tra i partiti da sempre: troppi interessi in ballo, troppe situazioni da proteggere. troppi esponenti anche di spicco coinvolti in indagini e in procedimenti. Più si allungano i tempi dei processi, maggiori sono le probabilità di cavarsela senza troppi danni attraverso l’avvenuta prescrizione. A ben vedere, il vero obiettivo di tanti è non toccare per nulla la materia. E invece, magari, si dovrebbe introdurre una norma molto semplice: la prescrizione parte dal momento in cui comincia il processo (o almeno le indagini) e non da quando è stato commesso il reato. Ma è un’utopia che la potentissima casta degli avvocati e dei politici non accetterà mai.   Qualcuno, a proposito dello stop alla prescrizione (in vigore forse dall’1 gennaio 2020) ha usato addirittura il termine “barbarie”. La vera e unica barbarie è invece non dare giustizia ai cittadini, quindi a tutti noi. Quindi in definitiva allo Stato stesso. E questo non è accettabile.   Buona domenica.

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