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Giulia e Idy uniti da un orrendo destino

di | 2019-11-29T11:01:54+01:00 1-12-2019 6:35|Attualità, Sezione 8|0 Commenti

FIRENZE – Attraversando a Firenze ponte Vespucci, in direzione centro, è impossibile non notare un simbolo, sinonimo della follia omicida e razzista, di cui il genere umano è capace.

La vita ha lo stesso significato per ogni individuo, ad eccezione di coloro che, tralasciando ogni valore morale o etico, scelgono di porre fine all’esistenza di qualcun altro, scrivendo così un doloroso capitolo nella vita dei familiari e segnando un solco profondo nella società. Perché nonostante quanto accaduto in passato, l’uomo, inteso come genere umano, è ancora in grado di compiere atti tanto grandi da distruggere la vita di un altro uomo.

È il caso di Idy Diene, ucciso mentre camminava verso casa con due buste della spesa in mano, proprio sul ponte Vespucci. A commettere l’orrendo crimine un’altra persona che, contro ogni valore, ha scelto di porre fine alla vita di un uomo che, come lui, stava vivendo la propria vita, senza alcuna pretesa o violenza.

Ha lasciato sola una donna, la moglie, con i figli: dunque non solo un singolo omicidio, ma un delitto plurimo che ha ucciso moralmente un’intera famiglia.

Giulia Lazzari uccisa dal marito

Ma è anche il caso di Giulia Lazzari. Il marito le scriveva messaggi in cui chiedeva di non truccarsi, di non uscire di casa minacciandola di morte; dopo mille pressioni lei ha deciso di separarsi e lui, come promesso l’ha strangolata.

Atti che non pongono solo fine ad una vita, ma che conducono l’umanità ad uno sgretolamento etico. Se eventi come l’olocausto hanno portato a riflessioni così profonde da cambiare radicalmente il pensiero comune, anche un “semplice” omicidio dovrebbe far riflettere, perché anche nel suo silenzio, nessuno ha il diritto scegliere la vita o la morte di un individuo.

Boris Zarcone

Nell’immagine di copertina, il luogo dove è stato ucciso Idy Diene

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