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Ma per chi suona stavolta la campanella?

di | 2019-09-07T13:15:38+02:00 8-9-2019 6:10|Attualità, Sezione 3|0 Commenti

PALERMO – Settembre si porta via l’estate e, con i colori soffusi dell’autunno, si  riaprono le scuole. Gli alunni che torneranno per primi sui banchi saranno quelli dell’Alto Adige, già il 5 settembre, seguiti dagli studenti piemontesi, che rientreranno il 9; gli ultimi a sentire il suono della campana saranno gli alunni pugliesi, in classe il 18 settembre.

Buon anno scolastico dunque agli studenti in cammino, dalla primaria alla maturità. Che abbiano aule degne di questo nome: linde, luminose, climatizzate e spaziose, provviste di LIM (Lavagna Interattiva Multimediale); che abbiano scuole sicure, con palestre e ogni altro necessario supporto didattico. Che abbiano poi, soprattutto, docenti preparati e appassionati. Insegnanti che abbiano a cuore il successo scolastico e formativo di tutti gli alunni. Docenti che tengano sempre a mente l’esortazione dell’antropologo Marc Augè: “La sola utopia valida per i secoli a venire, le cui fondamenta andrebbero urgentemente costruite o rinforzate: l’utopia dell’istruzione per tutti, la cui realizzazione appare l’unica possibile via per frenare, se non invertire, il corso dell’utopia nera che oggi sembra in via di realizzazione: quella di una società mondiale ineguale, per la maggior parte ignorante, illetterata o analfabeta, condannata al consumo o all’esclusione, esposta ad ogni forma di proselitismo violento, di regressione ideologica e, alla fin fine, al rischio di suicidio planetario”.

E non dimentichino l’esperimento dello psicologo americano Robert Rosenthal (noto come “effetto Pigmalione”): gli alunni cambiano il loro atteggiamento e persino il loro profitto a seconda dello sguardo che viene “posato” su di loro. Verità psicologica intuita molti decenni prima dalla psicopedagogista  e neuropsichiatra Maria Montessori, che aveva addirittura stabilito una regola deontologica per la quale un professore doveva astenersi dal pensare male di uno studente, in quanto  temeva che anche il semplice pensiero trasmettesse all’allievo una spinta negativa.

Buon anno dunque a tutti i docenti, che si trovano ad esercitare una delle professioni più complesse della società. Che trovino la forza, l’energia, la preparazione, la pazienza, la passione e la saggezza per fornire il loro prezioso contributo all’istituzione scolastica. Ecco il monito del maestro Mario Lodi: “Cari insegnanti, non dimenticate che davanti al docente passa sempre il futuro: non solo quello della scuola, ma quello di un intero Paese”.

Buon anno ai dirigenti scolastici, gravati da tanti impegni, oneri e responsabilità: che siano capaci di sfuggire alle sirene tentatrici dell’ “uomo solo” al comando dell’istituzione. Con l’augurio invece che ogni Dirigente sia un “primus inter pares” di una efficace Comunità educante, al servizio del territorio. Che mettano anima e sostanza nei vari PTOF (Piano triennale dell’Offerta Formativa), RAV (Rapporto di Autovalutazione) e Bilancio sociale, nella consapevolezza comunque che la scuola non è un’azienda economica e persegue finalità formative.

Buon anno infine agli A.T.A., personale ausiliario, tecnico e amministrativo: senza il loro apporto, umile e prezioso, le scuole non funzionerebbero.

Infine, per tutti, le parole di Piero Calamandrei: “Trasformare i sudditi in cittadini è un miracolo che solo la scuola può compiere”.

Maria D’Asaro

 

 

Autrice del blog: Mari da solcare
https://maridasolcare.blogspot.com

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