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Leonardo, il genio dell’artista imperfetto

di | 2021-04-16T20:37:44+02:00 18-4-2021 6:30|Personaggi, Sezione 7|0 Commenti

MILANO – Pittore, architetto, musico, scrittore, scienziato, inventore, ingegnere militare, botanico, anatomista, scultore: uomo dalle mille arti e mille sfaccettature. Era il 15 aprile 1452, un sabato di 569 anni fa quando Leonardo nasceva a Vinci (Firenze). Solitamente per un compleanno si offre un piccolo dono, ma in questo caso i regali li ha fatti lui alla storia e al mondo. Leonardo, così chiamato in onore del santo patrono del borgo natale, nacque dall’unione presunta di Caterina (di Meo Lippi o Caterina Buti del Vacca) e Ser Piero da Vinci, notaio e figlio padrone del feudo, nel quale ella lavorava come contadina. I due vissero un amore clandestino dal quale venne alla luce il futuro genio.

Inizialmente, Caterina aveva pensato di abortire, perché figlio illegittimo, ma su consiglio di una “strega”, portò avanti la gravidanza. La “strega” le aveva predetto che sarebbe stata una vita importante quella del nascituro, e non si era sbagliata. Questo e altri accadimenti sono narrati nel romanzo “All’ombra di Caterina” di Marina Marazza che narra un aspetto diverso della vita di Leonardo. La scrittrice racconta la delicatezza, l’attenzione di una madre che seguirà il figlio sempre, seppur da lontano. Leonardo cresce con la famiglia paterna, i nonni dapprima e lo zio Francesco poi, che lo accudiscono nelle sue arti. Leonardo aveva una grande predisposizione soprattutto per il disegno. Tantissimi sono i bozzetti, le creazioni che vengono attraverso il disegno. L’istinto lo spingeva a dipingere con la mano sinistra (anticamente presagio di diavoleria) e il nonno insisteva perché invece utilizzasse la destra. Il risultato di queste imposizioni lo portarono a diventare ambidestro e adoperare la scrittura speculare (o scrittura riflessa).

All’età di 18 anni, Leonardo iniziò a frequentare la bottega del maestro Andrea Verrocchio a Firenze: la sua arte diventava sempre più intensa. Leonardo attraverso il disegno realizzava spunti creativi per le sue invenzioni, le macchine da guerra, la linea del volo fino all’anatomia e la botanica. La sua genialità si manifestava in ogni modo. Un’analisi approfondita dei disegni e dipinti di Leonardo si trova in “Leonardo. Tutti i dipinti” di Frank Zollner, edizioni Taschen, un volume che approfondisce come un viaggio tutte le sue opere. Tra i dipinti più famosi Leonardo regala la Gioconda. Al secolo, Lisa Gherardini (realmente esistita) moglie di Francesco del Giocondo, mercante d’arte, il quale verosimilmente, nel 1503, chiese a Leonardo di realizzare il dipinto della moglie, che aveva partorito, da poco, il loro secondogenito Andrea. Francesco volle esaltare l’importanza della vita, dopo il parto, in quanto le due mogli precedenti a Lisa, avevano perso la vita tragicamente.

La Gioconda (o Monnalisa) fu dipinta a olio su legno di pioppo di grandezza 77 x 53. Emblematico ed enigmatico è il sorriso di questa donna. Decine sono gli studiosi che hanno osservato e raccontato la Gioconda, ma sicuramente un piccolo segreto dietro il suo sorriso esiste. Leonardo chiamò dei giullari mentre dipingeva la donna, per non farla annoiare durante la posa e questo provocò quel sorriso che alla stessa ha portato allegria e a tutti noi l’enigmaticità. Il volto della Monnalisa induce l’osservatore a fantasticare e domandarsi cos’abbia questa donna da comunicare e attraverso il libro di Vittorio Sgarbi “Leonardo. Il genio dell’imperfezione” è possibile un viaggio verso l’originalità del messaggio di Leonardo e della bellezza celata della Monnalisa. Leonardo non vuole rappresentare “in dipinto una persona, ma di voler essere carne e anima.  La Gioconda era divina perché non era un ritratto ma una persona viva”. Per questo motivo Leonardo è così vicino a noi e così presente: “Leonardo (in realtà,  era un artista imperfetto – sostiene Sgarbi – . Vicino a noi, prossimo agli uomini che non sono geni assoluti, perché il suo è un continuo tentativo di capire il mondo, sperimentandolo. Leonardo ha la necessità di allinearsi con il procedimento creativo di Dio. Questo è proprio degli artisti, e l’artista è la prova dell’esistenza di Dio”.

Il genio Leonardo anelava a raggiungere Dio nella sua perfezione e lascia a noi un’eccezionale eredità. anelava a raggiungere Dio nella sua perfezione, questo lo induceva a spingersi oltre i limiti del genio umano, regalandoci un tesoro inestimabile di cui ogni generazione ha potuto e potrà godere.

Claudia Gaetani

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