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L’emozione di conoscere la madre a 70 anni

di | 2019-02-16T10:32:09+01:00 17-2-2019 6:25|Attualità, Sezione 6|1 Comment

VITERBO – “Ho cercato mia madre tutta la vita poi finalmente a 70 anni sono riuscita ad incontrarla. Quel giorno, guardandola con gli occhi pieni di lacrime per l’indescrivibile emozione, ho pronunciato per la prima volta in vita mia la più semplice delle parole: mamma”. Esordisce così Rosanna Cervelli ricordando il felice incontro, avvenuto qualche giorno fa in Puglia, che le ha permesso di realizzare il suo più grande desiderio, quello di conoscere la sua vera mamma.

 

Rosanna, semplicemente Anna per tutti gli amici, nasce in ospedale a Senigallia il 28 agosto 1948, e quell’attimo meraviglioso in cui vede la luce per la prima volta diventa anche l’ultimo istante in cui ha un contatto con la propria madre, all’epoca appena quattordicenne. Anna e la madre vengono subito separate al momento della nascita e alla giovane, orfana di entrambi i genitori e analfabeta, viene raccontato che la neonata è morta; per questo in seguito non l’ha più cercata, mentre dai documenti risulta evidente che qualcuno, apponendo la sua firma, ha deciso per lei e quindi non saprà mai che la neonata invece è stata abbandonata.

 

Per Anna, sola al mondo e assolutamente indifesa, il destino riserva ancora spiacevoli e drammatiche sorprese. Viene adottata piccolissima da una famiglia in provincia di Rieti e, in quella casa, subisce giornalmente le violenze più atroci che si possono immaginare su un minore, ferendola nel corpo e nell’anima anche perché le atrocità le vengono inflitte dalle persone che avrebbero dovuto proteggerla. E’ in quei momenti che Anna con la mente e con il cuore rivolge il suo pensiero alla “madre invisibile” quasi a parlare con lei, a cercare il suo conforto anche se sa che non potrà aiutarla.

 

Raggiunta la maggiore età, riesce finalmente ad uscire da quella casa dell’orrore e pur ottenendo successi in ambito lavorativo ed incontrando l’amore vero grazie ad un uomo straordinario, Anna dedica tutti i suoi sforzi e la sua vita ad aiutare i bambini orfani del Paraguay con l’associazione Mango di cui è fondatrice ed a cui devolve i proventi della vendita del suo libro autobiografico, vincitore di importanti premi letterari, intitolato: “Perché? Una storia vera”. Ma in tutti questi anni e in queste attività, Anna non ha mai smesso, nemmeno per un istante, di pensare a sua madre, a come sarebbe stata, al desiderio immenso di conoscerla e di poterla abbracciare.

 

La sua testardaggine e la sua determinazione (come ama definire lei stessa) nel cercare le sue origini vengono premiate grazie all’incessante e determinante aiuto del giudice tutelare, Vanessa Carocci, e del suo prezioso collaboratore Vincenzo Casolaro che con ricerche riservate e anonime sono riusciti a risalire all’identità della mamma. A quel punto c’era però ancora da rivelare all’anziana madre che la figlia nata nel 1948 era ancora viva e che chiedeva di incontrarla. Ovviamente non è stato semplice, visti i tanti anni trascorsi ed il fatto che fino a quel momento ne ignorava l’esistenza, inoltre c’era da considerare l’emozione che può provocare una notizia di questo genere ad una persona di 84 anni. Usando la giusta delicatezza che l’argomento impone in queste circostanze è andato tutto per il meglio e la mamma di Anna, tra lacrime e commozione, ha espresso immediatamente il desiderio di incontrare la figlia che ignorava di avere per poterla conoscere e abbracciare.

 

“L’ho sempre amata e non l’ho mai giudicata – racconta Anna – volevo solo che fosse ancora viva e avere l’occasione di incontrarla per poterla abbracciare. Finalmente il sogno si è avverato. Guardandola ho ritrovato le mie origini, il mio passato. Ora so che non è stata sua la volontà di abbandonarmi. Quello che per molti è scontato per me non lo è affatto. Non ho ricordi di una carezza di mia madre, di un gesto affettuoso, non ho avuto nonni né alcun passato. Fino a ieri non sapevo nemmeno a chi somigliavo. Ritrovare mia madre è l’emozione più grande che potesse capitarmi e non ho mai smesso di sperare. In cuor mio sapevo che un giorno ci sarei riuscita ed ora voglio godermi mia mamma il più possibile e lei altrettanto”.

 

La madre di Anna ha avuto altri tre figli nel corso della sua vita e una di loro era presente all’incontro: “Tra me e mia sorella è nato un amore spontaneo e fortissimo. Si è creato subito un rapporto fantastico. Ci sentiamo continuamente e presto le ospiterò a casa mia per fargli vedere dove vivo e cosa ho realizzato in tutti questi anni ma soprattutto sarà l’occasione per stare insieme, perché non vogliamo più separarci. Ritrovare la mamma, una sorella, una famiglia di origine è un’emozione meravigliosa”. “Conoscere i propri genitori e parenti – conclude Anna – può essere importante anche per venire a conoscenza di eventuali malattie genetiche ereditarie ma queste informazioni ai figli abbandonati vengono negate. Per questo dico ai figli abbandonati dai genitori, che non sono poi un fenomeno così raro, di non arrendersi mai, di avere fiducia e di cercare sempre di arrivare a conoscere i propri genitori naturali”.

 

Anna (che è un’amica del Caffe Letterario di Viterbo e della redazione de ilpuntoquotidiano.it) a novembre 2018 è stata anche premiata a Montecitorio con il riconoscimento Standout Woman Award, riservato alle donne che nella loro vita si sono contraddistinte per le loro capacità.

 

Paolo Paglialunga

 

Nella foto di copertina, Rosanna Cervelli (a sinistra) con l’ex ministro dell’Istruzione Valeria Fedeli

 

 

 

 

 

 

 

 

One Comment

  1. virginio 18 febbraio 2019 at 19:03 - Reply

    Struggente storia …

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