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L’acqua? C’è anche sulla Luna e su Marte

di | 2020-11-06T13:12:03+01:00 8-11-2020 6:05|Attualità, Sezione 2|0 Commenti

PALERMO – “Nei mari della luna tuffi non se ne fanno: non c’è una goccia d’acqua, pesci non ce ne stanno. Che magnifico mare, per chi non sa nuotare!” Così poetava, qualche decennio fa, il grande maestro Gianni Rodari. Che oggi avrebbe scritto una filastrocca un po’ diversa: il Boeing 747 SOFIA (acronimo per Stratospheric Observatory For Infrared Astronomy) ha stabilito infatti che ci sono minime particelle di acqua anche sulla superficie del nostro satellite. La presenza nel polo sud della Luna di crateri ghiacciati, contenenti la preziosa molecola H2O, era già nota da tempo agli studiosi; ma solo di recente, nella medesima zona lunare, è stato scoperto il cratere Clavius, che contiene però molecole d’acqua in quantità davvero piccolissima, pari a un centesimo di quelle esistenti nel deserto del Sahara. L’ulteriore novità è che il Boeing Sofia – capace di volare nella stratosfera sino a 13 km di altezza, dotato di un potente telescopio a infrarosso che studia i dettagli della nostra galassia – avrebbe ‘fiutato’ tracce di acqua anche sulla superficie lunare, tramite la misurazione della relativa lunghezza d’onda.

La superficie di Marte

“Volando ad altitudini così elevate – spiega Naseem Rangwala, project scientist del Boeing per l’Ames Research Center della Nasa – Sofia è in grado di eliminare il 99.9% dell’oscuramento dovuto al vapore acqueo dell’atmosfera. Riesce così a osservare fenomeni impossibili da vedere con la luce visibile. È stata la prima volta che Sofia ha osservato la Luna: ci ha permesso di rilevare la presenza di acqua sul lato illuminato della Luna senza che le osservazioni fossero contaminate dall’acqua dell’atmosfera terrestre”.

La superficie lunare

“Avere visto la firma spettrale della molecola di acqua nel Clavius Crater con il telescopio nell’infrarosso a bordo della missione Sofia – commenta Barbara Negri, responsabile dell’Unità Esplorazione e Osservazione dell’Universo dell’Agenzia Spaziale Italiana – è di per sé una notizia sensazionale. Questa scoperta scientifica porta, inoltre, un contributo fondamentale alla comprensione dell’ambiente lunare, fornendo l’informazione che diverse regioni della luna potrebbero ospitare acqua ghiacciata, e rendendo così più accessibile un suo futuro utilizzo. Il prossimo passo sarà quello di capire l’origine dell’acqua sulla Luna”.

Non solo sulla Luna: è certo che un po’ d’acqua ci sia anche su Marte. Già un paio di anni fa, un gruppo di scienziati italiani – coordinati da Elena Pettinelli e Sebastian Emanuel Lauro, dell’Università di Roma Tre, con Roberto Orosei, dell’Istituto Nazionale di Astrofisica – scoprirono la presenza di un lago salato grande circa 20 kmq e intrappolato a 1 km di profondità, in prossimità del polo sud del pianeta rosso. Ora gli studiosi, nello stesso luogo, avrebbero verificato l’esistenza di altri tre laghi. L’elevato livello di salinità e il fatto che il deposito idrico si trovi nel sottosuolo permette all’acqua di non congelare: cosa impossibile sulla superficie marziana che fa registrare una temperatura di circa –110 gradi (mentre nel sottosuolo la temperatura è solo, si fa per dire, di -80, -90 gradi circa). Gli scienziati ipotizzano che, prima che le condizioni ambientali del pianeta cambiassero radicalmente rendendolo una landa desolata, su Marte l’acqua si trovasse quasi sicuramente in superficie; in seguito è rimasta intrappolata sotto il suolo marziano. Difficile dire se in quei laghi salati ci siano forme di vita, seppure nella forma di molecole semplici e primordiali…

Per saperne di più, dobbiamo aspettare circa tre anni. Infatti la missione ExoMars, condotta dall’ESA – European Space Agency – in collaborazione con l’Agenzia spaziale russa Roscosmos, proseguirà nel settembre 2022 quando lancerà su Marte la sonda Mars Express con un rover messo a punto dall’ESA, l’agenzia spaziale europea. Il rover, alimentato da celle fotovoltaiche e capace di muoversi autonomamente su Marte, effettuerà analisi geologiche e biochimiche per studiare la formazione delle rocce in prossimità della superficie e cercare tracce di vita presente o passata. Secondo il comunicato dell’agenzia spaziale, l’arrivo del rover su Marte è previsto il 10 giugno 2023 alle ore 17.30.

Segniamolo in agenda già adesso e non prendiamo impegni, per quel pomeriggio…

Maria D’Asaro

 

Ha lavorato nella scuola media come psicopedagogista e docente; dal 2020 è giornalista pubblicista. Cura il blog: Mari da solcare
https://maridasolcare.blogspot.com

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