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La zanzara è figlia di una storia d’amore…

di | 2020-05-22T13:53:58+02:00 24-5-2020 6:40|Attualità, Sezione9|1 Comment

VITERBO – Finalmente estate: sole, caldo, vacanze forse… C’è chi l’aspetta per tutto l’anno per poter finalmente dare un senso alla sua esistenza e andare in luoghi affollati e umidi. No, non si parla degli esseri umani ma delle zanzare sempre più presenti, sempre più agguerrite, sempre più fastidiose. L’estate è la stagione preferita dalle zanzare perché fa caldo e il loro tempo di replicazione, una volta trovata dell’acqua dolce stagnante, diventa rapidissimo. La femmina della zanzara infatti depone le sue uova in acqua stagnante, dove poi schiuderanno le larve, che si trasformeranno in pupe e infine diventeranno adulti. La zanzara femmina è già pronta a deporre nuove uova dopo pochi giorni dal raggiungimento dell’età adulta. Per farlo però, ha bisogno di un lauto pasto di sangue. Ecco perché ogni estate ci fanno puntualmente compagnia. Dalle punture al fastidioso ronzio fino alle terribili malattie che questo insetto contribuisce a diffondere, è molto difficile, se non impossibile, trovare qualcuno che ami le zanzare o le trovi in qualche modo utili.

Le zanzare appartengono a quella categoria di animali in grado di far vacillare i principi morali del più convinto degli animalisti o la fede del più fervente dei credenti. Se esiste un Dio buono e misericordioso, perché ha creato le zanzare? Tutti noi “odiamo” le zanzare e la domanda che ognuno di noi si pone è: a cosa servono le zanzare? In realtà in natura nulla mai è inutile: quello che apparentemente è un insetto piccolo e fastidioso di sicuro ha un suo preciso posto nella catena trofica. Senza le zanzare migliaia di altre specie animali non avrebbero di che nutrirsi, adeguandosi ai cicli di questi insetti. L’importanza della posizione della zanzara nella catena alimentare non basta a giustificarne la presenza, soprattutto in estate, nelle nostre case all’imbrunire: sono fastidiose, punto e basta. Come precedentemente detto  le zanzare femmine si nutrono di sangue e solo per completare la maturazione delle proprie uova, dal momento che il sangue è un’ottima fonte proteica. La nascita degli insetti in passato non veniva compresa. Si credeva che le api, le mosche e le zanzare si “generassero” dalle feci, dalla carne in decomposizione e dai vapori dell’acqua.

Un’antica leggenda vietnamita tuttavia spiega il modo assolutamente magico della nascita delle zanzare che viene attribuita alla storia di un amore tradito. In un tempo lontano, due giovani innamorati si sposarono e andarono a vivere in un villaggio costruito su palafitte. Erano molto felici fino al giorno in cui la giovane sposa si ammalò gravemente e in pochi giorni morì . Lo sposo era disperato, tanto che il genio della palude dove sorgeva il villaggio, decise di intervenire e donò di nuovo la vita alla fanciulla prendendola da una goccia di sangue estratta dal dito del marito. Magicamente la fanciulla tornò in vita e la vita riprese felicemente. Ma pochi mesi dopo, la sposa lasciò il marito per scappare con un uomo del villaggio vicino. Il genio si indispettì e così  punse il dito alla fanciulla e ne fece uscire la goccia di sangue che le aveva ridato la vita. Così la ragazza morì un’altra volta trasformandosi in polvere, mentre il marito, dopo qualche tempo, si innamorò di nuovo e si sposò. La polvere caduta nell’acqua della palude si trasformò in larva e l’insetto che nacque fu appunto la zanzara, incarnazione della sposa infelice che si accanisce a pungere gli umani perché spera di trovare la goccia di sangue che di nuovo le doni la vita.

Certo non bisogna dare ascolto alle leggende metropolitane perché hanno il mito della favola  tuttavia la prossima volta che schiacciamo una zanzara che ci ronza nell’orecchio, ci verrà in mente che da qualche parte un cuore è stato spezzato, un cuore innamorato il cui fastidioso ronzio (creato sbattendo velocemente le ali) è un richiamo amoroso e in natura questa particolare armonia altro non è che il preludio di una storia d’amore tra i due insetti.

Adele Paglialunga

One Comment

  1. Ennio 26 maggio 2020 at 18:47 - Reply

    Brava Adele mi è piaciuto !!!

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