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La tragica morte di Altobello da Canale

di | 2018-12-28T12:27:52+01:00 30-12-2018 6:25|Cultura, Sezione 6|0 Commenti
PERUGIA – Le “fotografie” inedite della tragica fine di Altobello Chiaravalle da Canale, di nobile famiglia di Todi, avvenuta il 16 luglio del 1500 ad Acquasparta, sono state ritrovate da due studiosi, Francesco Canali e Emilio Lucci a Roma. Sono due xilografie – tecnica di incisione su legno di immagini e testi che poi inchiostrate vengono stampate col torchio, su carta o seta – nelle quali è rappresentata e descritta la scena in cui Altobello viene colpito a morte da Giampaolo Baglioni e Vitellozzo Vitelli. Le due xilografie sono state ritrovate in una pubblicazione di quattro facciate – uno dei primi “giornali” stampati di cui si abbia notizia in Italia – in cui è descritta, in ottave, la “tristissima morte” di Altobello. Insomma, una sorta di reportage, ante litteram, redatto e stampato pochi mesi dopo i fatti,  all’inizio del 1501, a caldo insomma, di un sanguinoso scontro d’arme e di un atto di cannibalismo in danno del nobile e feroce (secondo la tradizione) tuderte.   La vicenda si snoda a Todi e nel suo vasto territorio, dove le famiglie ghibelline (capeggiate dai Chiaravalle, alleati storici dei Colonna) e guelfe (con gli Atti, fedelissimi agli Orsini) si fronteggiano ormai da due-tre secoli con uccisioni, alternative cacciate dalla città, stragi e atrocità di ogni genere. I Priori di Todi, stanchi delle sopraffazioni dei ghibellini, scrivono nel 1499 a Lucrezia Borgia (governatrice di Spoleto) e ne guadagnano l’alleanza, rappresentando le violenze e le prevaricazioni di Altobello. Un esercito di 13.000 uomini viene così inviato da Papa Alessandro VI, padre di Lucrezia, al comando degli Orsini, dei Vitelli, dei Baglioni, degli Alviano, degli Atti contro i “prevaricatori” ghibellini. Altobello, con 8000 soldati, si rinserra in Acquasparta. Gli assedianti però bombardano, con artiglieria francese, per dieci ore consecutive le mura, le sgretolano in un punto e si aprono una breccia, irrompendo  in città. Il Chiaravalle, che ha combattuto furiosamente, ma ormai abbandonato da tutti, cerca scampo e si nasconde in un fienile. E’ qui che lo scova un soldato dell’esercito papale. Lui si schermisce: “Sono un povero compagno…”. Ma il suo abbigliamento non appare proprio quello di un semplice soldato o di misero contadino. Così viene fatto prigioniero e trascinato sulla piazza, riconosciuto come il comandante dell’esercito ghibellino e praticamente linciato. Il suo corpo squartato, dilaniato sarebbe stato anche vittima di cannibalismo. Una vecchia, subito soprannominata “La Sparviera”, gli avrebbe addirittura mangiato il cuore.   La pubblicazione (una sorta di foglio, o giornale, a mano) ritrovata negli archivi è davvero interessante anche se non è chiaro se il resoconto sia stato opera un cronista del partito Colonnese (ghibellino) o della fazione degli Orsini (guelfo).  

Elio Clero Bertoldi

  Nella foto di copertine, le xilografie che rappresentano la morte di Altobello

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