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La crisi dei quotidiani? Meglio il porta a porta

di | 2018-12-02T02:38:27+01:00 2-12-2018 6:58|Attualità, Controluce|0 Commenti
I quotidiani cartacei, i giornali stampati per intenderci, in Italia e in altri Paesi dell’Occidente stanno vivendo un momento di vera crisi. Se ne vendono sempre di meno mentre di contro aumenta l’utilizzo dell’informazione sul web. Eppure dal Giappone, che è certamente tra le nazioni più tecnologiche del pianeta, arrivano notizie sensazionali. Lì, nella terra del Sol Levante, gli editori hanno organizzato insieme agli studenti un sistema di distribuzione mobile che esclude le edicole fisse. I quotidiani vengono consegnati dai ragazzi a casa del potenziale lettore tutti i giorni all’alba. E così facendo hanno rialzato il grafico delle vendite per la gioia degli editori e degli stessi giornalisti che ci lavorano. Oltre 70 milioni di copie vendute quotidianamente, contro i 58 milioni degli Stati Uniti e i 26 della Germania. Il 92 per cento dei giapponesi (126 milioni di persone) legge giornali di carta, è il mercato dei quotidiani più grande del mondo. Qui da noi le vendite non arrivano a 3 milioni di copie al dì per una popolazione di circa 60 milioni di persone. Tra pochi giorni il sindacato dei giornalisti italiani andrà alle urne per eleggere la nuova classe dirigente. Le proposte e i progetti di rinnovamento sono tanti nella speranza di risollevare un settore che ha contato i questi ultimi anni un calo vertiginoso sia nelle copie vendute sia nell’acquisto di spazi pubblicitari. C’è chi punta ai contenuti e chi al metodo e c’è anche chi guarda proprio a oriente auspicando il modello giapponese come soluzione di una crisi che per il momento, qui da noi, non sembra volersi fermare.

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