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Kamala Harris, esempio per le donne americane

di | 2020-11-15T12:35:30+01:00 15-11-2020 6:40|Attualità, Sezione9|0 Commenti

DALLAS (TEXAS) – Le prime parole di Kamala Harris, neo-eletta vice presidente americana subito dopo l’annuncio della vittoria di Joe Biden, sono state “John Lewis”, il senatore di colore, recentemente scomparso, considerato una delle figure piu’ significative nelle battaglie civili negli States degli ultimi 50 anni.
Ricordando il suo nome, la Harris ha voluto pagare il tributo doveroso alle battaglie del passato che le hanno permesso di scrivere oggi la Storia: prima donna ad essere stata eletta vice presidente, prima donna di colore, prima donna asiatica (padre nato in Giamaica e madre in India), figlia di immigrati, cresciuta in una famiglia mista, arrivata al potere senza essere la moglie di nessuno, anche lei parte di una coppia mista visto che il marito è un bianco. Ancora: è di oggi la notizia che lui, Doug Emhoff, metterà da parte la sua carriera per dedicarsi a quella di lei.
Per la prima volta alla Casa Bianca sarà un uomo ad essere il “consorte” e la novità è tale che si sta ancora cercando di capire come si dovrà interpellarlo.

La Harris sente il peso di tutte queste “prime volte”. “Posso anche essere la prima a occupare questa carica – ha detto appena eletta – ma non sarò certo l’ultima. C’è una genealogia di donne nere, ispaniche, immigrate, che come mia madre hanno aperto la strada a questo momento”.
Bisogna dare atto alla lungimiranza di Joe Biden che l’ha voluta al suo fianco: Kamala è un simbolo rivoluzionario ma rassicurante, sovversivo ma allineato. Emana vitalità e aggressività dialettica, è pragmatica, diretta. Ma non è certo Alexandria Ocasio-Cortez, la dirompente rappresentante alla Camera dei Deputati, beniamina della sinistra, alleata di Bernie Sanders.
La Harris si è fatta le ossa per anni come Procuratore Generale della California ma non è stata certo una dei più morbidi o progressisti. Molte sue posizioni sono infatti da considerarsi moderate, centriste, e lei ha dovuto difenderle spesso in campagna elettorale. E’ stata, ad esempio, promotrice di varie azioni legali che hanno di fatto aumentato il numero dei giovani black in carcere. Ma l’elettorato americano sembra aver capito l’indicazione di Biden e approvato la sintesi tra rottura di schemi ed equilibrio con lo status quo che la Harris impersonifica.

Non viene dai ghetti del Bronx ma parla il loro linguaggio, non è una femminista estremista ma pacatamente ha abbattuto stigma dopo stigma. Le ragazzine di oggi che la vedono sorridente accanto al presidente degli Stati Uniti hanno un potentissimo esempio cui fare riferimento. Lei ha detto che farà di tutto per non deluderle.

Paola Ceccarelli

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