//Il grande ciclismo è tornato in Sicilia

Il grande ciclismo è tornato in Sicilia

di | 2019-04-15T01:18:30+02:00 14-4-2019 6:30|Sezione 7|0 Commenti

PALERMO – E’ tornato dopo 42 anni di assenza il Giro ciclistico di Sicilia: la gara, disputata da mercoledì 3 a sabato 6 aprile, si è conclusa a 1892 metri d’altezza, sulle meravigliose pendici dell’Etna, al Rifugio Sapienza, traguardo della quarta e ultima tappa. La corsa ha incoronato sul podio lo statunitense Brandon McNulty, classe 1998, che, oltre a primeggiare nella classifica generale,  ha pedalato con molto coraggio nella terza tappa, vinta sotto la pioggia.

Il Giro di Sicilia – corsa storica nata nel 1907 ma non più disputata dal 1977 – è stata organizzata da Rcs Sport in collaborazione con le istituzioni locali, liete di concorrere a riportare il grande ciclismo nell’isola, dopo la delusione per l’esclusione dal percorso del Giro d’Italia 2019. La gara ciclistica si è snodata in un percorso totale di 709 chilometri, diviso in quattro tappe: la prima, di 165 km, si è corsa da Catania a Milazzo ed è stata vinta da Riccardo Stacchiotti, che ha sfruttato la sua dote tecnica migliore: lo sprint; la seconda, lunga 236 km, è partita da Capo d’Orlando e si è conclusa al Foro Italico di Palermo, dove è arrivato primo in volata Manuel Belletti; la terza tappa (186 km all’interno dell’isola, passando per Enna, Comiso e Chiaramonte Gulfi) ha visto la vittoria McNulty, decisiva per la classifica finale; nell’ultima tappa, la più breve (122 km, partenza da Giardini Naxos, con la salita sul vulcano come conclusione), ha primeggiato il francese Martin Guillaume.

Dopo la vittoria, McNulty ha ringraziato i suoi compagni di squadra, che lo hanno scortato fino alla fase decisiva della corsa: “Il mio team è stato incredibile, ha dato tutto per me, è stata una grande prestazione di squadra. Il ciclista statunitense, con due recenti piazzamenti nella top ten della classifica generale di competizioni prestigiose quali il Tour of California 2018 e il Tour of Oman 2019, è ormai un campione in grado di ridare smalto e visibilità al ciclismo statunitense.

Maria D’Asaro

Nella foto di copertina, il vincitore McNulty sul podio

 

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