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I “luoghi del cuore” da ricordare e salvare

di | 2020-07-31T11:22:58+02:00 2-8-2020 6:05|Attualità, Cultura, Sezione 2|1 Comment

PALERMO – “Che cosa sono i Luoghi del Cuore? E’ come se infinite piccole fiammelle venissero accese nelle città, nei paesi aggrappati alle colline, lungo le frastagliate coste, attraverso le pianure, in mezzo agli alberi dei boschi, lungo i fiumi… sono quei luoghi che gli uomini hanno amato, vissuto, intravisto, sognato, con nostalgia ricordato”. Giulia Maria Crespi, co-fondatrice e presidente onoraria del FAI (Fondo Ambiente Italiano), scomparsa il 19 luglio scorso, definiva così uno dei più importanti progetti italiani di sensibilizzazione del nostro patrimonio paesaggistico e artistico.

La villa-castello di Sammezzano

“I luoghi del cuore” è un progetto che permette ai cittadini di segnalare al FAI, attraverso un censimento biennale, i luoghi italiani da non dimenticare. Dopo il censimento, il FAI sostiene una selezione di progetti promossi dai territori a favore delle località e dei siti artistici che hanno raggiunto una soglia minima di voti, con l’obiettivo di recuperare posti importanti del nostro Paese, abbandonati o trascurati, alla fruizione collettiva, finanziando con 50.000 euro l’avvio degli interventi di recupero e bonifica ambientale. Quest’anno l’iniziativa è giunta alla decima edizione; i cittadini potranno esprimere telematicamente il loro voto sino al 15 dicembre.

Quali sono i “luoghi del cuore” al momento più votati dagli italiani? Posizionata attualmente al primo posto la villa-castello di Sammezzano, che si trova a Leccio, frazione del Comune di Reggello, a circa 30 chilometri da Firenze. La villa si erge su una collina ed è circondata da un grande parco di 187 ettari. Tenuta di caccia in epoca medicea, nel 1605 la proprietà venne acquistata dai signori Ximenes D’Aragona. Nella metà dell’800, il marchese Ferdinando, con un lavoro durato oltre 40 anni, affascinato dalla moda orientalistica diffusa in tutta Europa, fece realizzare un edificio unico, il più importante esempio di arte orientalistica in Italia ed in Europa. Nel castello infatti sono richiamati capolavori architettonici di arte moresca come l’Alahambra di Granada ed il Taj Mahal in India. Intorno al castello, il marchese realizzò poi uno dei parchi storici più vasti della Toscana, con oltre 100 specie arboree esotiche. Il parco è ancora rinomato per le numerose sequoie, tra cui la “Sequoia Gemella”, albero monumentale che, con i suoi 53,96 metri, è il secondo albero più alto d’Italia.

Il Ponte della Gravina

Al secondo posto, vicino Gravina di Puglia, c’è il Ponte della Gravina o Ponte dell’Acquedotto: un’importante struttura ad archi (37 metri di altezza e 90 di lunghezza), che collega le due sponde del torrente Gravina. Il ponte fu costruito alla fine del 1600 per permettere l’attraversamento del Crapo (antico nome del torrente Gravina) e consentire ai fedeli di raggiungere la chiesetta della Madonna della Stella. La struttura sulla quale poggiava la tubatura dell’acqua che collegava le due fontane (pilacci), ancora oggi esistenti ai due lati del ponte, era costituita da 25 archi disposti lungo la spalliera.

Al terzo posto è situata la città di Bergamo, distinta nella città vecchia o Bergamo Alta – arroccata sul colle di San Virgilio, dall’aspetto tipicamente medievale con vie strette e tortuose antichi palazzi e vecchie mura trasformate oggi in passeggiate – e la città nuova o Bergamo Bassa, ai piedi della prima con vie larghe, giardini, edifici pubblici. La città alta è la parte artisticamente più ricca: nella piazza Vecchia e nella piazza del Duomo sono raccolti i monumenti più insigni, come la chiesa di Santa Maria Maggiore, una delle testimonianze del romanico lombardo, il Duomo e la Cappella Colleoni, con la stupenda facciata policroma, di epoca rinascimentale.

La Circummarpiccolo di Taranto

Ancora un territorio pugliese al quarto posto tra i luoghi da non dimenticare e da salvare: la Circummarpiccolo, l’antica strada immersa nella natura che costeggia il Mar Piccolo di Taranto, che collega la parte sud con la parte nord della città. Percorrendola, si possono scorgere gli aironi e i fenicotteri che stazionano nella Oasi Naturale WWF “Palude La Vela”. Nel Mar Piccolo è stata recentemente scoperta anche la presenza di una colonia di cavallucci marini.

La Scala dei turchi a Porto Empedocle

Tra i “luoghi del cuore” da valorizzare, ci sono ben quattro località della Sicilia, posizionate tra le prime venti in classifica. Al nono posto la suggestiva Scala dei turchi, una parete rocciosa (falesia) che si erge a picco sul mare lungo la costa del comune di Realmonte, vicino a Porto Empedocle, in provincia di Agrigento. La Scala dei Turchi è un’attrazione turistica per la singolarità della scogliera bianca, costituita da marna, roccia sedimentaria di natura calcarea e argillosa, e per la sua particolarissima forma ondulata e irregolare, con linee sinuose e rotondeggianti. Il nome le deriva dal particolare aspetto a gradoni e dalle passate incursioni di pirateria da parte dei saraceni. Nell’agosto del 2007, il comune di Realmonte ha formalmente chiesto all’UNESCO che questo sito geologico sia inserito nell’elenco dei Patrimoni dell’Umanità. Posizionate rispettivamente al quattordicesimo, quindicesimo e sedicesimo posto, troviamo infine la cripta del duomo di Messina, la Chiesa di Santa Maria Gesù Lo Piano a Polizzi Generosa (in provincia di Palermo) e il Giardino Inglese, parco pubblico di Palermo, progettato nel 1850 “all’inglese” da Giovan Battista Filippo Basile e oggi dedicato alla memoria del Presidente della Regione Siciliana Piersanti Mattarella, vittima il 6 gennaio 1980 di un agguato mafioso.

Maria D’Asaro

Autrice del blog: Mari da solcare
https://maridasolcare.blogspot.com

One Comment

  1. simonetta 2 agosto 2020 at 9:44 - Reply

    sono orgogliosa di averla visitata nella mia giovinezza!

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