//Gli studenti maleducati vanno a zappare

Gli studenti maleducati vanno a zappare

di | 2018-11-24T12:44:47+01:00 25-11-2018 7:00|Punto e Virgola|0 Commenti
“Ma vai a zappare…”. Quanto volte abbiamo detto o sentito questa frase? Magari rivolta all’incapace di turno, o al presuntuoso che si pavoneggia sbandierando una competenza che non ha. O semplicemente una maniera per dire che certe faccende è meglio lasciarle sbrigare da chi lo sa fare davvero. Ma a Milano c’è un preside che gli studenti indisciplinati li manda davvero a zappare. Lui si chiama Domenico Balbi e dirige l’Itsos Albe Steiner, scuola a indirizzo dello spettacolo; fino a 4 anni fa era avvocato cassazionista a Napoli, ma poi ha deciso di dedicarsi alla scuola. Una sincera scelta di vita.     Come funzionano le cose allo Steiner? Sospensioni e ammende (magari per chi viene sorpreso a fumare negli ambienti scolastici) vengono tramutate in lavoro campestre nell’area alle spalle dell’istituto, un ettaro di terreno che in breve tempo è diventato un vero proprio orto con pomodori e zucchine, mentre nei giardini interni ci sono coltivazioni di camelie, rose, ortensie e agrumi.     “Quando trovo i ragazzi a fumare all’interno della scuola o all’esterno – spiega il dirigente scolastico – dovrei fargli una multa di 27 euro che, però, viene commutata in lavoro  All’inizio i ragazzi, che avendo propensione artistica sono spesso vestiti in modo originale e fanno talvolta uso di sigarette proibite, accettavano divertiti, pensando che fossero ore di svago, ma questa percezione è durata poco. Rastrellano, raccolgono pietre, potano, abbattono gli alberi malati e trasportano manualmente gli scarti del verde, quindi ora hanno compreso il senso della fatica. E io lavoro con loro, prima di tutto per dare l’esempio e poi perché non abbiamo i fondi per dedicare il personale a quest’attività”. E anche i genitori apprezzano molto questo modo di fare che è stato annunciato ad inizio dell’anno scolastico in modo che poi non ci fossero proteste quando le sanzioni sarebbero state realmente applicate: tutti lo accettarono e adesso se ne vedono gli effetti concreti.     Il metodo ha indubbiamente funzioni educative (comprendere gli errori, percepire il senso del lavoro e della fatica), ma (last but not least) permette pure di abbellire gli ampi spazi verdi intorno al complesso scolastico, prima caratterizzato da ampie aree in abbandono o invase dalle macerie. La cosa funziona e potrebbe avere nuovi sviluppi: a breve potrebbero arrivare anche delle galline, di cui prendersi cura e inoltre c’è un progetto comunale, in corso di valutazione, sull’apicoltura.       C’è bisogno di aggiungere altro? No, sinceramente no. Con una piccola postilla: sarebbe il caso di seguire anche in altre zone d’Italia l’esempio di Milano e del preside Balbi. Ne guadagnerebbero l’educazione dei ragazzi e il decoro delle scuole.   Buona domenica.

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