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“Fa’ che sia Pasqua tutto l’anno”

di | 2021-04-02T18:32:32+02:00 4-4-2021 6:00|Attualità, Sezione 1|0 Commenti

NAPOLI – La volontà di pubblicare questa riflessione nei giorni di preparazione alla Pasqua nasce semplicemente dal fatto che in tutto l’anno, in tutta la vita, in ogni giorno c’è la possibilità di riprendere in mano la propria esistenza. Anche oggi. Di fare della propria vita un capolavoro, come diceva San Giovanni Paolo II.

Prendere in mano la propria vita: ma che vuol dire? Che senso ha un’espressione così? Sembra roba d’altri tempi soprattutto in un periodo come questo dove la restrizione pandemica porta in maniera costante ad un rallentamento dei rapporti, della quotidianità anche banale e spicciola, della vita. La fragilità dei tempi in cui viviamo è anche questa: credere che non esista possibilità di riscatto, una mano che ti rialza, un abbraccio che ti salva, ti perdona, ti risolleva, ti inonda di un amore infinito, paziente, indulgente; ti rimette in carreggiata. Un capolavoro? Troppo spesso, purtroppo, ci accontentiamo dei più fugaci e immediati piaceri (anche in termini di soddisfazione legittima).

Troppo spesso la fatica di un lavoro su di sé (“nun ce pensà”) porta ad una superficialità dell’essere, ad una disattenzione verso sé e gli altri, quasi che dovesse scendere dall’alto la soluzione ad una problematica concreta. Di sicuro i miracoli accadono ma un lavoro è certamente la strada educativa necessariamente da percorrere. “Fa’ che ogni giorno sia Natale” diceva Freddy Mercury qualche tempo fa nel desiderio di vedere e rivedere quotidianamente un nuovo inizio. Oggi potremmo dire: “Fa’ che ogni giorno sia Pasqua”! Nel senso di essere disponibili a rimettere in gioco, sempre, la nostra quotidiana tranquillità o, forse, la nostra quotidiana insoddisfazione. Perché?

Stanno venendo fuori dati allarmanti su ragazzi sempre più demoralizzati, stravaccati sui propri divani, nelle proprie stanze, nelle loro attese. Una zona rossa che, sembra, non lasci spazio a compromessi. Sì, abbiamo bisogno di uscire da noi stessi, perché abbiamo bisogno gli uni degli altri. La pandemia ci ha fatto comprendere che “nessuno si salva da solo”. Eppure ritorna sempre la tentazione di prendere le distanze dagli altri. Ma il “si salvi chi può” si tradurrà rapidamente nel “tutti contro tutti”, e questo sarà peggio di una pandemia. Nelle tempeste che stiamo attraversando non ci salverà l’isolamento, non ci salveranno le telenovele, i vari Netflix o le serie tv, che anzi ci renderanno sempre più distanti e insoddisfatti. Non ci salverà l’idolatria del denaro, che rinchiude in se stessi e provoca voragini di disuguaglianza in cui l’umanità sprofonda. Non ci salverà il consumismo, che anestetizza la mente e paralizza il cuore.

All’inizio dell’essere vero uomo non c’è una decisione etica o una grande idea, bensì l’incontro con un avvenimento, con una Persona, che dà alla vita un nuovo orizzonte e con ciò la direzione decisiva. Di sicuro non è tempo di “attesa per ritornare alla normalità”. Claudio Baglioni cantava: “La vita è adesso” e adesso, con tutte le complicate e difficili implicazioni, bisogna cogliere le occasioni date, pur misere che siano. Cesare Pavese affermava qualche tempo fa: “L’unica gioia al mondo è cominciare. E’ bello vivere perché vivere è cominciare, sempre, ad ogni istante”.

C’è sempre un momento, un’occasione in cui non solo possa manifestarsi un fatto, una situazione in cui si genera speranza, ma che io abbia la possibilità, se voglio, se sono attento, di coglierlo. Un amico, una semplice “connessione”, ascoltare un alunno, un caffè con un collega. La Pasqua è sinonimo di rinascita, di attesa, di sorpresa, di una certezza! Sempre, in ogni istante, se siamo attenti, c’è la possibilità di cogliere un positivo per la nostra vita. E questo, grazie a Dio, non solo c’è ma accade.

Del resto la fede in Cristo risorto è il supremo atto dell’intelligenza umana nel cogliere la realtà con lealtà e con affettività, amorosamente affermandola.

Innocenzo Calzone

architetto e insegnante di Arte e Immagine alla scuola secondaria di I grado presso l’Istituto comprensivo “A. Ristori” di Napoli. Conduce da circa 10 anni il giornale d’Istituto “Ristoriamoci”. Svolge attività di architetto ed è appassionato di Arte. Partecipa ad attività culturali con l’associazione “Neapolis” promuovendo incontri e iniziative a carattere sociale e di solidarietà. svolge attività di volontariato nel centro storico di Napoli attraverso attività di doposcuola per ragazzi bisognosi.

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