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Escher, il pittore che si ispira alla geometria

di | 2019-02-01T15:12:37+01:00 3-2-2019 6:35|Arte, Sezione 8|0 Commenti
NAPOLI – “Adoriamo il caos perché ci piace produrre l’ordine”: Maurits Cornelis Escher. E l’ordine, la simmetria geometrica, la certosina ricerca del minimo dettaglio caratterizzano l’opera di questo autore olandese di origine, che dai prati coltivati del suo paese ha sicuramente attinto.   Ma attraverso i suoi viaggi nel centro/sud d’Italia che trova le sue prime suggestioni paesaggistiche. La costiera amalfitana e i suoi scorci e panorami che lui traduce in suggestive scacchiere. Scolaro non brillante, sin da piccolo trova realizzazione nel disegno, sua linea espressiva più congeniale. Incisore e grafico traduce il paesaggio in trasposizioni al limite del paradosso. Attratto dalla materia e dalla sua metamorfosi attraverso un uso razionale di poliedri e figure geometriche. Un linguaggio affine ai matematici e scienziati contemporanei che gli danno fama e considerazione. Le sue opere creano stile, influenzano le generazioni successive che attingono a lui per esprimere la complessità del reale e le possibili visualizzazioni e prospettive.   Copertine di dischi negli anni ’70, pubblicità, design, tessuti. Le sue litografie lasciano spesso la doppia lettura a chi li osserva in una naturale progressione cromatica di chiaroscuri e di possibili intarsi. Angeli e demoni in simbiotica alternanza di figure in progressione da creare un’unità ambivalente. Un’opera ipnotica che attrae nei suoi vortici che si risolvono in un equilibrio delle forme. Le uniche figure gli automi omini inespressivi che in modo ossessivo salgono e scendono scale in ordine simmetrico a specchio. Eppure, le realizzazioni non paiono fredde, non sembrano risultato di calcolo, hanno raziocinio ma senso e significato nella naturale metamorfosi della materia che sembra rispondere ad un disegno prestabilito. Escher è in mostra al PAN il Palazzo delle Arti a Napoli fino al 22 aprile.  

Angela Ristaldo

  Nella foto di copertina, un’opera di Escher

Sono un’insegnante di scuola primaria, laureata in lingue, da anni mi occupo del giornale scolastico con un gruppo misto di alunni dai 10 ai 13 anni. Vivo a Napoli ed insegno in una scuola cosiddetta ‘a rischio’; ma ritengo che l’unico rischio che si corre sia non educare alla bellezza e al positivo che c’è ovunque. Amante dell’ Arte e curiosa della realtà che ci circonda.

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