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Berlino e il suo cielo, una capitale da visitare

di | 2018-11-16T13:31:15+01:00 18-11-2018 6:30|Sezione 7, Viaggi|1 Comment

BERLINO – Berlino è una città relativamente giovane ed ancora in evoluzione. In origine era un paesino immerso nei boschi, forse da quei luoghi nasce l’orso come simbolo della città e presente ad ogni angolo in diverse forme e colori. Verso la fine del ‘700 la città prende forma in palazzi d’epoca, ma la sua ascesa e importanza è a partire dalla seconda guerra mondiale da cui ne esce però distrutta dai bombardamenti.  E’ protagonista di un triste periodo della nostra storia e ancora porta i segni di quelle ferite. Ancora oggi è un cantiere aperto in una continua ricostruzione e ricrescita.

 

Colpisce da subito la sua modernità ed efficienza. Una ricostruzione dal dopoguerra non scontata, ma che nella sua contemporanea architettura sono riusciti a dare omogeneità e forma continua ad una città in essere. Grandi spazi verdi che i berlinesi vivono quotidianamente come quelli alle pendici del fiume Sprea, che ironicamente potrebbe richiamare lo spread o lo Spritz. Una città che ha fatto della vivibilità sostenibile un suo primo obiettivo. Una città in pianura che permette di girarla in bici, ovunque piste ciclabili adeguate. La viabilità e i mezzi di trasporto spaccano il secondo; ci si muove in tempi veloci. Molti palazzi in vetro che rispecchiano i colori del “cielo sopra Berlino”, un colore dalle sfumature dal grigio all’azzurro.

 

La sua storia ed attrattiva turistica rimane legata ad un periodo storico preciso delle guerre mondiali e della guerra fredda. Tutto in città parla di ciò che è stato, dell’orrore del Nazismo e dell’Olocausto. Dal bunker di Hitler al centro della città al Checkpoint Charlie, uno dei luoghi di passaggio da Berlino Ovest a Berlino Est, blindato e controllato dai militari americani. Emblema della shoah è il monumento alle vittime, Holocaust Mahnmal, il Memoriale dell’Olocausto, monumento commemorativo dedicato agli ebrei vittime dell’eccidio nazista: 2711 blocchi di cemento, un labirinto grigio nel cuore di Berlino che possa far percepire l’angoscia di chi ha vissuto l’orrore della reclusione.  

 

Grande presenza-assenza è il Muro che separava Ovest ed Est  traccia il confine tra le due Berlino divise per cultura, economia e architettura. La cosa che colpisce è che il muro che divideva le due Germanie, all’interno di Berlino sia stato circolare per racchiudere internamente la Berlino Ovest, quella ricca dell’economia tedesca ed esternamente la Berlino Est povera; per cui la libertà non era al di là del muro, ma al di qua dello stesso: si cercava non di uscire per salvarsi ma paradossalmente di entrare. Un museo racconta i vari tentativi di oltrepassare il muro per riunire famiglie divise in una notte, dalla mongolfiera, all’auto che ne fa breccia, o con una carrucola elevata sopra il muro. Un chilometro di muro l’East Side Gallery, nella zona est di Berlino, un muro che dal 1961 al 1989 ha diviso in due Berlino, la Germania ed il mondo. Oggi quel chilometro di muro è una galleria d’arte a cielo aperto.18

 


I murales (ben 106) di artisti di ogni parte del globo
che raccontano gli orrori della guerra e i vari tentativi di passaggio ma anche del cambiamento, di serenità e pace. 
Simbolo della città, la porta di Brandeburgo accesso antico della città con la Diga sottratta da Napoleone e riportata in seguito nel suo luogo deputato ma rivolta verso l’interno. Una storia recente che lascia il segno in una città europea simbolo dell’economia in crescita e roccaforte del potere globalizzato. Una cucina altamente proteica, ottima birra da gustare sulle sdraio in riva al fiume. Il Parlamento con la sua cupola in vetro e acciaio da cui poter osservare i lavori dei parlamentari, simbolo di apertura al mondo dopo la caduta del muro; la torre della televisione in Alexander Platz, altissima e punto di orientamento perché visibile da ogni parte. Amata dai giovani e piena di punti di ritrovo e locali di tendenza, di grande interesse e così artisti, studenti ed imprenditori. Una città che fa della modernità la sua caratteristica, si discosta da tutte le capitali europee, può deludere a chi ama l’anima storica e monumentale di una città, ma che invece attrae proprio per la sua avanguardia.

 

Angela Ristaldo

 

Nella foto di copertina, un murales dal muro dell’Eastside Gallery opera di Kani Alavi (artista persiano)

Sono un’insegnante di scuola primaria, laureata in lingue, da anni mi occupo del giornale scolastico con un gruppo misto di alunni dai 10 ai 13 anni. Vivo a Napoli ed insegno in una scuola cosiddetta ‘a rischio’; ma ritengo che l’unico rischio che si corre sia non educare alla bellezza e al positivo che c’è ovunque. Amante dell’ Arte e curiosa della realtà che ci circonda.

One Comment

  1. Innocenzo Calzone 22 novembre 2018 at 18:02 - Reply

    gran bell’articolo. complimenti

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