//“Attenti al lupo”, è solo una bella canzone

“Attenti al lupo”, è solo una bella canzone

di | 2018-09-02T06:56:19+02:00 2-9-2018 7:00|Controluce|0 Commenti

“Attenti al lupo”, è solo una favola, è solo una canzone. Troppo spesso i media, soprattutto i giornaletti locali, lanciano l’allarme – fin troppo esagerato se non del tutto falso – su stragi di greggi e di bestiame da addebitare al lupo. Adesso, finalmente, mi è capitato di leggere un ottimo articolo su Lacittà.eu, quotidiano on line edito nella provincia viterbese, a firma di Leonardo De Angeli, dove la questione viene affrontata in un’ottica diversa e più moderna, distaccata dalle favole medievali e più vicina agli studi scientifici che negli ultimi anni hanno riguardato l’argomento.
“Il numero dei lupi – si legge nell’articolo – nelle nostre non certo poderose montagne, risulta da dati certissimi in forte calo grazie alla guerra venatoria e mediatica, lasciatemelo dire ambedue fuori da ogni ammissibile logica. Vorrei ricordare al lettore disattento che già per ben due volte nel nostro territorio siamo ignobilmente riusciti a estinguere il lupo, e questa, la terza, siamo all’orlo del collasso. Delle 135 unità presenti sui monti Cimini alla data del 01.01.2017, se ne contano oggi poco più di 60, poche femmine e molti maschi solitari. Questa naturale strategia adottata da questo magnifico animale, se da un lato gli salvaguarda la vita, dall’altro evita frequenti accoppiamenti e di conseguenza la riproduzione di un animale bello, forte e fiero, condannato a morte da una giuria di politici corrotti”. E io, a riguardo dei politici, aggiungerei: ignoranti in materia.
In altre parti d’Italia, lassù al nord, i problemi con i lupi e il bestiame, al contrario delle colline viterbesi, sono reali ma lì la “guerra” la combattono non con lo sterminio ma con l’intelligenza e la sagacia “e perché no – si legge nell’articolo in questione – anche con la conoscenza della natura”.
Gli allevamenti del posto, nonostante le reti elettrificate, hanno subito assalti continui di notte e persino di giorno, eludendo i normali cani da guardia che di solito sono Maremmani o Abbruzzesi, cani che non rappresentano però una sicurezza nei confronti degli assalitori data la loro tendenza ad aggredire da soli senza nè abbaiare nè pianificare strategie difensive. Ma oggi, grazie a un esperto di cani e di lupi, quegli allevamenti vivono sereni e senza più perdite. Farsi una buona cultura sui cani anti lupo, aldilà delle tante polemiche che si sentono, è fondamentale per qualsiasi allevatore. Ezio Maria Romano, il presidente della Federazione italiana Cani da Guardia, organizza a tale scopo un appuntamento di 2 giorni in Valcenischia a metà settembre. Uno stage dedicato non solo agli allevatori di bestiame ma anche a tutti gli appassionati del cane da gregge.
Leonardo De Angeli termina il suo articolo con un appello: “Vorrei finire con una raccomandazione agli amministratori e a tutti quei politici che intascano voti in cambio di pallottole: “Basta sangue, lasciate che la Natura faccia il suo corso”.

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