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Battiato e il centro di gravità permanente

di | 2018-08-05T06:42:45+02:00 5-8-2018 6:47|Controluce, Spettacolo|0 Commenti
Franco Battiato sta male, Franco Battiato non riconosce più gli amici, Franco Battiato è morto. Come dice qualcuno “a volte conoscere significa tacere”. Voci non confermate né smentite, forse per discrezione, per timore di attirare intorno al personaggio quell’attenzione che lui stesso non ha mai desiderato. A distanza di nove mesi dall’incidente che gli ha provocato la frattura del femore e del bacino e che, secondo qualche amico, ha comportato conseguenze di altro tipo, l’assenza dal palcoscenico del cantautore siciliano ha indotto molti a pensare al peggio. Ma sono gli stessi familiari a smentire le voci più preoccupate. Lui, nella sua casa a Milo, sospesa tra la cima dell’Etna e il mare, va avanti con le cure. Il fratello Michele rassicura: “Lo stato generale migliora, c’è una ripresa”. E così dicendo allontana tutti quelli che vorrebbero arrampicarsi verso il giardino incantato di Milo. “E ti vengo a cercare” ritorna alla mente, le sue tante canzoni tornano alla mente quasi presagio di una vita che costringe comunque a difficili prove qualche volta anche attese e improrogabili. Franco Battiato, certamente filosofo e un po’ esoterico, resta lontano dal clamore suscitato dalla sua assenza. Il suo “centro di gravità permanente” resta lì ai piedi dell’Etna mentre i suoi fans portano testa e cuore a quei viaggi vecchi e nuovi fatti insieme a lui. “La cura”, “Bandiera bianca”, “La canzone dell’amore” per arrivare a “La canzone dei vecchi amanti”, “L’ombra della luce” e, diciamo noi, “Ritornerai”. La sua famiglia si stringe intorno a lui per difenderlo dalla curiosità e dalle preoccupazioni dei suoi innumerevoli amici. “Franco è stato malato e adesso migliora”, afferma un po’ indispettita la signora Battiato in risposta alle voci che da giorni girano su internet. Ci auguriamo di rivederlo e di riascoltarlo presto. Ma intanto ce lo immaginiamo così come descritto da Felice Cavallaro sulle colonne del Corriere della Sera: “Appare così davvero velato il tempo in cui Battiato duettava sulle scene con l’amico del cuore, Manlio Sgalambro, il filosofo che amava l’Eden di Milo dove adesso, lontano dal piano, un poeta sonnecchia davanti alla tv”.

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