//Vulci all’Archaeological Discovery Award

Vulci all’Archaeological Discovery Award

di | 2020-06-21T07:01:24+02:00 21-6-2020 6:47|Controluce|0 Commenti

Il Leone Alato di Vulci tra le cinque scoperte archeologiche che si contendono l’International Archaeological Discovery Award “Khaled al-Assad 2019”, il premio annuale che dà il giusto tributo alle scoperte archeologiche nel mondo e che vuole ricordare l’archeologo siriano che pagò con la vita la difesa dell’antica città di Palmira. Così la città etrusco-romana di Vulci, situata al confine del territorio di Montalto di Castro e Canino, in provincia di Viterbo, torna di nuovo alla ribalta della cronaca con il Leone Alato datato al VI secolo a.C. rinvenuto nell’autunno dello scorso anno nella necropoli dell’Osteria.

Il leone alato scoperto a vulci. Foto concesse dal Parco archeologico di Vulci.

Venne individuato durante i lavori di scavo diretti da Simona Carosi, della Soprintendenza Archeologia Belle Arti Paesaggio Etruria Meridionale, più precisamente nella fase di evidenziazione della stratigrafia orizzontale del terreno, nelle vicinanze di alcune strutture funerarie.
All’award di quest’anno tra i finalisti, oltre a Vulci, in lizza c’è un altro sito archeologico italiano: la sala della Sfinge nella Domus Aurea a Roma. Partecipano inoltre la città perduta di Mahendraparvata in Cambogia, una metropoli neolitica a Motza, in Israele, e i rilievi rupestri di Faida in Iraq. Il premio sarà assegnato alla scoperta che otterrà il maggior numero di like attraverso la pagina facebook della Borsa del Turismo archeologico. Sarà possibile votare fino al prossimo 30 settembre, per votare correttamente occorre accedere all’album e porre un like all’immagine prescelta.
Il leone per il popolo etrusco era considerato fiero, possente e aveva la funzione di allontanare dalle tombe i profanatori, gli dei avversi e il fato.
La scultura, attualmente in fase di restauro nei laboratori di Fondazione Vulci, è una raffinata testimonianza di quella che fu una tradizione propria della produzione artistica vulcente del VI secolo a.C. In quel periodo gli artigiani scolpirono sfingi, leoni, pantere, arieti, centauri e mostri marini, vigili e potenti guardiani del riposo eterno dei defunti.

Per votare e per ulteriori informazioni vai su https://www.facebook.com/borsamediterraneaturismoarcheologico/

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