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Appare la Madonna e ti cambia la vita…

di | 2018-12-06T18:53:29+01:00 9-12-2018 6:10|Sezione 3, Spettacolo|0 Commenti
PALERMO –  Che succede se a una geometra precaria – Lucia Ravi, madre single con una figlia adolescente – appare la Madonna mentre effettua un rilevamento catastale? Succede che la poveretta, non credente e coi piedi per terra, teme di impazzire: si rifugia da un’amica e cerca l’aiuto di uno psichiatra. Ma la Madonna, scambiata prima per una profuga e poi per un’allucinazione, ripete le apparizioni e impone le sue richieste in modo assai poco canonico… E sconvolge davvero la vita di Lucia che, in un primo momento, aveva deciso di chiudere un occhio sulle irregolarità presenti nella mappatura catastale del terreno dove sarebbe stata costruita un’imponente opera edilizia.   Questa la storia intrigante di “Troppa grazia”, film uscito nelle sale italiane il 22 novembre scorso, opera del regista Gianni Zanasi, che si è avvalso di una bravissima Alba Rohrwacher nel ruolo di Lucia e di un altrettanto convincente Elio Germano, nei panni del suo compagno. “Troppa grazia”, commedia originale e gradevole, pone agli spettatori interessanti spunti di riflessione, offrendo nel primo tempo un buon intreccio con un frizzante ritmo narrativo. Peccato che il film, che scorre bene nella prima parte, si sfaldi nel secondo tempo, quando il regista non riesce a ricucire in modo coerente tutta la vicenda, forse perché intreccia troppi fili nella matassa della storia, che risulta così troppo arruffata e poco convincente.   Comunque, nonostante il finale piuttosto deludente, l’originalità della trama, l’ottima recitazione di Alba Rohrwacher, l’azzeccata colonna sonora curata da Niccolò Contessa, la bellezza e la luce del paesaggio naturale (il film è stato girato nelle campagne tra Tarquinia, Acquapendente e Viterbo), consentono allo spettatore di uscire dal cinema, se non convertito e convinto, almeno pensoso e divertito. La suggestione della grazia celeste non dispiace mai, anche quando, come nel film, è davvero un po’ troppa…

Maria D’Asaro

 

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